Appoggio e sostegno: considerazioni

E' un lavoro di ricerca che ho fatto personalmente, ispirato dalla volontà di creare un compendio sui temi più ricorrenti nel forum. Le fonti da cui ho tratto i frammenti, le definizioni e le osservazioni sono interne al forum: una sorta di greatest hits delle cose migliori, affinchè vi agevolino, nella migliore delle ipotesi, nel vostro percorso.
Questo thread è organizzato in "definizione", "osservazioni", " suggerimenti".
Qui parleremo di:

APPOGGIO e SOSTEGNO

Franco Fussi, Definizione, ha scritto:

Il sostegno è quell’atto che verte sul mantenimento della tonicità dei retti dell’addome (per dare al diaframma, appunto un SOSTEGNO solido e sicuro), e operando sugli obliqui sostiene la massa viscerale e opera una pressione, in elevazione, del diaframma (si spinge in alto il diaframma). Ciò è necessario per controllare e guidare la sua risalita per gestire il controllo della pressione aerea che farà vibrare le corde (quindi variabile in base alla necessità momento per momento e in base all'aria contenuta nei polmoni, momento per momento. Se non operassi questa sorta di
”spinta” (sostegno) affidandomi solo all’appoggio, il diaframma tenderebbe a mantenere una posizione sempre bassa data principalmente dagli intercostali (che comunque rimangono attivi anche se via via in minor misura verso la fine della frase.
Ragazzi, è un gioco di equilibri tra la necessità di non sprecare aria e quella di sostenere la sua pressione, lasciando libera la gola, sotto la glottide in base alle esigenze di altezza tonale ed intensità.

Si aiuta la risalita del diaframma con gli addominali, creandogli un sostegno per la risalita facendo ricorso al retto addominale ed obliqui esterni ma... in maniera energica e prevalente rispetto all'appoggio SOLO quando si ha necessità di un rinforzo pressorio aereo sottoglottico, quindi nei forti (quello che succede quando si soffia sulle candeline del compleanno) e negli intervalli ampi, come anche verso la fine della frase quando ormai hai usato molta aria e la pressione sottoglottica tenderebbe a diminuire se non fosse supportata dalla risalita del diaframma guidato dagli addominali.

Il sostegno (termine della didattica del canto), insomma, è riferibile alla attività degli addominali e intercostali interni, muscoli che sono attivi ogni volta che la pressione sottoglottica deve essere aumentata, non importa se per soffiare sul fuoco o per aumentare improvvisamente l'intensità della voce.
Inoltre nel canto, specie acustico a intensità elevate (lirico), questa sensazione di dover sostenere la pressione del diaframma per aumentare la pressione aerea diretta verso le corde è molto percepita dal cantante perchè messa in gioco insieme all'altro suo contraltare (l'appoggio) che invece cerca di "risparmiare" il consumo d'aria per le necessità della frase controllando la stabilità del diaframma.
In questo senso il sostegno guida il diaframma per una risalita utile, così come l'appoggio ne guida la stabilità per un controllo utile del fiato esercitato sotto le corde il diaframma ad un certo punto risalirà, perchè è nella sua natura riconquistare lo stato di quiete.
Non esiste contrazione attiva del diaframma in espirazione.

http://www.youtube.com/watch?v=hp-gCvW8PRY

https://www.youtube.com/watch?v=hp-gCvW8PRY
Youtube video

Re Minore, osservazioni:

Non si spinge sul diaframma nè col diaframma.
Nè durante le emissioni gravi nè in quelle più acute.
La parola chiave è equilibrio: lavoro muscolare, ma assenza di rigidità o di tensioni eccessive.
Nella musica pop, ponendo il lavoro di un muscolo teso al massimo come valore "dieci" (rigidità totale) e completamente inerme a "zero" (rilassamento) si oscillerà tra "due " e "sette" a seconda di quello che staremo facendo.
La gestione della risalita controllata e costante del diaframma è frutto di allenamento muscolare e consapevolezza di ciò che si sta facendo.
Poi arriveranno gli automatismi.
Ma la pressione sottoglottica di un acuto non deve essere superiore a quella di una nota grave; ergo non spingiamo.


Minstrel, osservazioni:

Gli addominali non devono funzionare troppo (cioè mai contrarre troppo) e l'appoggio del diaframma deriva direttamente dalla rilassatezza tonica con la quale tu approcci ad una nota.

L'appoggio io lo applico semplicemente rilassandomi e non seguendo mai la nota nel suo andamento verso l'alto con il corpo.
Nessuna tensione e nel momento dell'eventuale acuto accompagnare l'emissione con una nuova sensazione di rilassatezza fisica.


Donna Elvira, osservazioni

Sento le costole che si allargano i muscoli dietro(dorsali) che si "torcono" per sostenere ma in modo molto elastico e morbido.
Non induco il rientro della parte sotto (se la respirazione è corretta la panza rientra da sola seguendo il naturale consumo del fiato).
In genere, poi, sento indolenzimento degli intercostali delle fluttuanti e della zona reni(come se avessi fatto un sacco di esercizio e non avessi consumato tutto l'acido lattico) nel contempo nella parte sopra sento rilassatezza e cantare diventa molto facile.


Cigno, osservazioni:

Personalmente divido le sensazioni del diaframma in sostegno sulla zona media/grave e appoggio sulla zona acuta...pero' alcuni cantanti mi riferiscono una sensazione di spinta (associabile allo spremere dal basso un tubetto di dentifricio...).

Re Minore, osservazioni:

La fase di inspirazione dell'aria è bene comprenderla a fondo perchè è grazie ad una inspirazione corretta che il diaframma scende (visto che dopo non deve risalire è chiaro che qui deve scendere, giusto?).
Ricordiamo che per farlo scendere occorrerà lavorare su tutta la cintura addominale e che i lombari non sono meno importanti degli addominali anteriori, ma meno mobili....sì.
Non dimentichiamo quindi di " allargare " contemporaneamente " la pancia", i muscoli lombari ( dietro, per intenderci) e "i fianchi".

Immaginiamo ( proviamo così) che il diaframma sia lo stantuffo di una siringa.
Abbassando lo stantuffo ( il diaframma) l'aria non potrà fare a meno di essere risucchiata dall'ago della siringa.
Allo stesso modo, abbassando il diaframma i polmoni vengono "tirati" , trascinati verso il basso andando ad occupare lo spazio che il diaframma lascia libero come lo stantuffo della siringa farebbe. E naturalmente si riempiono d'aria.

Occorre però che anche la cassa toracica si dilati (particolarmente, lo sappiamo nella parte centrale/inferiore piuttosto che in quella superiore).
I muscoli intercostali, cioè, devono agire in modo da aumentare lo spazio tra costola e costola, un pò come il mantice di una fisarmonica.
Se questo non avviene, se la cassa toracica quindi non si "espande" in modo adeguato, avremo un diaframma basso ma la cassa toracica non sufficientemente e CORRETTAMENTE dilatata.

Quindi?
Quindi non avremo ottenuto una preparazione adeguata per la seconda fase, l'espirazione:

  • avremo inspirato una quantità d'aria modesta ( i polmoni avranno avuto spazio sufficiente per allungarsi, ma non per allargarsi....).
  • non avremo ottenuto una tensione muscolare equilibrata e bilanciata ( l'elasticità è la base del canto, senza di quella, nulla si regge..).

Mumux, osservazioni:

Niente spinta e non si tratta di frenata. Si tratta di accompagnamento graduale che, per come la vedo io, non equivale semplicemente a frenare, anzi tutt'altro. Forse è solo una questione di ottica.


Cigno, osservazioni:

Per la respirazione l'esempio che faccio sempre e' quello della zampogna (questo non lo avete mai sentito vero?): lasciando stare l'emissione che e' diversa (ma dai?!?), ci sono delle sensazionali similitudini con la espirazione del canto! Lo zampognaro riempe il sacco (inspirazione) e poi lo mette in tensione col braccio! Solo dopo averlo messo in tensione avviene l'emissione sonora: per questo il suono NON puo' avvenire subito ma solo dopo aver messo "in tensione" la colonna d'aria. Ora, la zampogna non si svuota subito per via della contro-pressione generata dai beccucci e dalla tensione del materiale...nel nostro caso, invece, c'e' il rischio che la "zampogna" si svuoti subito (leggi: il diaframma si alza!)...e addio suono!! Per questo e' necessario controllare la risalita del diaframma con la cintura addominale.
Personalmente, sostengo con gli addominali bassi nella zona media e aggiungo la fascia laterale e lombare negli acuti aumentando l'appoggio...


Lola, osservazioni:

L' appoggio non è altro che l'antagonismo che si crea tra diaframma e muscoli addominali BASSI.
Quando inspiriamo il diaframma si abbassa lasciando lo spazio ai polmoni per riempirsi anche nella loro parte bassa. Durante la normale espirazione il diaframma risale liberamente svuotando completamente i polmoni.
Durante la fonazione abbiamo bisogno invece del sostegno: il diaframma e i muscoli addominali lavorano in antagonismo cioè si premono l'uno contro l'altro creando la giusta pressione che ci permetterà poi di dare più corpo all'emissione e a non cantare andando a "pesare" sulla laringe.

Donna Elvira, suggerimenti:

Chi usa didatticamente il verbo "spingere" nell'accezione negativa del termine, in genere canta sulla fibra e non sulla morbidezza. Se provi a "parlarti" il pezzo usando solo fiato come se stessi "sussurrando" puoi verificare come lavora la parte sotto.


Cigno, suggerimenti:

A mio avviso, la vera cartina tornasole e' sempre la gola: se sento tensioni lì, vuol dire che sto esagerando il movimento muscolare nella zona collo.
E' un po' come se, per sollevare un peso col bicipite, utilizzassi anche schiena, spalle e gambe!!


Utente sconosciuto, suggerimenti:

Per imparare a controllare l'emissione del fiato vorrei consigliarti un esercizio classico e molto divertente che mi suggerì la mia insegnante di canto quando andavo a lezione. Procurati una candela e accendila. Metti la fiamma davanti alla bocca, quindi inspira. Soffia l'aria verso la fiamma cercando di non farla spegnere e mantenendo il flusso d'aria costante.
Se fai spegnere la fiamma ripeti l'esercizio tenendo la candela alla stessa distanza finchè non riesci a tenerla accesa; se invece, finito il fiato, la fiamma è ancora accesa avvicina la candela un pochino e ripeti l'esercizio. Avvertenze: avvicinare troppo la candela al volto può procurare antipatiche ustioni; eseguire l'esercizio in un ambiente privo di materiali infiammabili; non indossare abiti in materiali sintetici.
Scherzi a parte la mia insegnante mi disse che questo esercizio ha origini antiche, ma soprattutto ho potuto constatarne l'utilità personalmente. E poi è un giochino divertente!


Lola, suggerimenti:

Il punto dove "dovresti" sentire l'appoggio e appena sotto la fascia ombelicale.
se provi ad emettere uno "sc" quando avrai quasi finito il fiato potrai sentire un maggiore appoggio e potrai renderti conto del punto esatto.

Che bello!!!
Grazie per questa bellissima discussione!!! Cool

@giuliog ha scritto in Appoggio e sostegno: considerazioni:

Che bello!!!
Grazie per questa bellissima discussione!!! Cool

davvero ottima come discussione grazie anche da parte mia siete grandi adoro questo forum e chi lo gestisce grazie ancora^_^

ghgh le statue equestri dei moderatori&co sono sempre pensiero gradito eh..

Salve ragazzi, complimenti per il lavoro che fate in quanto questi post sono vera e propria manna Very Happy, ad ogni modo volevo porvi una mia domanda sorta da un dubbio premettendo che non studio canto. Qui si parla di appoggio e sostegno come due cose differenti, ma stavo pensando che una volta attuata l'inspirazione il diaframma poggerà automaticamente sugli addominali quindi noi dovremmo azionare gli addominali alti per sostenere il diaframma, di conseguenza l'appoggio non è un azione dovuta dall'inspirazione?

Vi faccio questa domanda appunto perchè stavo un pò spulciando le pagine d'internet trovando alcune cose riguardo l'appoggio e il sostegno nel sito di lorena scaccia, affermando che l'appoggio e il sostegno sono la stessa cosa ed introducendo l'acuto. Sono io che faccio confusione???

Grazie per le vostre risposte

Prima di tutto una cosa importante: non si impara a cantare seguendo un forum o un sito web. Questo tipo di forum è comunque importantissimo per la discussione e la condivisione di esperienze. Per quanto riguarda l'appoggio respiratorio, è quella componente del controllo della respirazione che rallenta la salita del diaframma attraverso la contrazione dei muscoli intercostali esterni e del dentato posteriore e superiore. Per saperne di più in rete ci sono molti siti che trattano di respirazione nel canto, ad es su www.ut-musica.com trovi interessanti pagine riguardo alla respirazione nel canto che si rifanno alla Tecnica di Affondo.

@musicafacile ha scritto in Appoggio e sostegno: considerazioni:

Prima di tutto una cosa importante: non si impara a cantare seguendo un forum o un sito web. Questo tipo di forum è comunque importantissimo per la discussione e la condivisione di esperienze.

Perchè, è scritto da qualche parte il contrario?

@musicafacile ha scritto in Appoggio e sostegno: considerazioni:

Per saperne di più in rete ci sono molti siti che trattano di respirazione nel canto, ad es su www.ut-musica.com trovi interessanti pagine riguardo alla respirazione nel canto che si rifanno alla Tecnica di Affondo.

Vale anche per questo sito, suppongo, sì? Rolling Eyes

Scusate, forse sono stato frainteso. Volevo dare il mio contributo alla discussione. Questo sito è interessantissimo, e prima di registrarmi come partecipante ho fatto il lettore per molto tempo. Credo anche che visitare altri siti e informarsi nel web e fuori dal web possa dare alla discussione più spessore. Ritornando all'appoggio respiratorio credo che la definizione corretta sia (più o meno): "una manovra che, avvalendosi della fascia muscolare addomino-lombare, pressurizza il fiato destinato a diventare poi voce passando attraverso le corde vocali". E' un gesto quindi che mette l'aria sotto pressione ed evita il parziale svuotamento dei polmoni alla fine dell'inspirazione. Il termine "appoggiare sul diaframma", anche se molto utilizzato nella didattica non è corretto in quanto il diaframma è un muscolo semivolontario e ciò non rende realizzabile la manovra di appoggio su questo muscolo.

bhe ma appoggiare vuol dire semplicemente "stare"

nessuno ci impedisce di appoggiare su qualcosa di "passivo" che viene poi regolato attraverso altri muscoli(gran dorsale /intercostali/ addominali obliqui etc)
non è il diaframma (soggetto)che si appoggia(pv)
ma è "la colonna del fiato"che viene idealmente appoggiata sul muscolo striato cavo etc etc una volta che esso si è dislocato in basso
semmai l'errore sarebbe dire "respiro col diaframma" primo perchè il diaframma non è atto a questa funzione due perchè come tu dici essendo semivolontario quel poveretto si contrae durante l'inspirazione sotto la sollecitazione dei polmoni

a meno che non si intenda nel termine appoggio anche la funzione di sostegno accezioni che però nella scuola classica sono di solito distinte

specie parlando di tecnica affondista(intesa non solo come locazione delle componenti del fiato ma anche come assetto laringeo)

mi pare cmq che il discorso fosse già stato eviscerato nel suddetto modo

Certo, ci si può appoggiare anche su qualcosa di passivo, ma in questo caso l'"appoggio" non è una manovra passiva,involontaria, di riposo, ma ha la funzione di impedire la risalita del diaframma e pressurizzare il fiato alla fine dell'inspirazione. Il diaframma termina il suo lavoro una volta che i polmoni si sono riempiti, e non può in alcun modo esercitare pressione sull'aria inspirata. Quindi l'appoggio è totalmente a carico delle muscolature, le quali devono contrastare con adeguata energia la risalita spontanea e passiva del diaframma.
In definitiva l'appoggio è quella condizione che a fine inspirazione controlla il diaframma verso il basso facendo si che il suo ritorno non sia veloce ma legato alle esigenze dell'emissione vocale.
Il "sostegno" entra in campo solo dopo, durante il dipanarsi della frase musicale e ha lo scopo opposto: quello di facilitare la risalita del diaframma. kavalier_2

appunto mi sembra che da 5 post stiamo dicendo tutti la medesima cosa con terminologia differente.

nessuno ha detto che l'appoggio è una manovra passiva.

possiamo ribadire lo stesso concetto usando una carrellata di altri sinonimi ma si perderebbe il senso primo di questo post che era la semplicità ed immediatezza
sinceramente al fine di evitare confusione negli utenti sarebbe il caso di consigliare qualche lettura interessante sulla voce artistica come i volumi curati dal Prof Fussi

non mi addentro nel discorso prettamente tecnico, avendo io ricevuto un educazione pratica....ritengo ottima questa raccolta di informazioni e da grande sostenitore, quasi logorroico, della buona emissione non posso fare altro che ribadire nuovamente quanto seppur dotati di corde di violino e arpa la cosa fondamentale per cantare è la gestione del fiato....
e per esperienza personale, anche per dare conforto a chi trova certe note impossibili, posso dire con certezza che con il giusto approcio respiratorio la stragrandemaggioranza dei problemi si risolvono...anzi, rigiro il discorso dicendo che la maggiorparte dei problemi è causata da respirazione errata....

Quando si dice che cantare è un atto atletico. Ottima discussione, davvero.

Vorrei porvi un quesito..dal momento che sembra che con il passare degli anni cantino sempre più persone (anche, a mio avviso, soggetti che non potrebbero permetterselo) mi viene da interrogarmi: ma per esibirsi in pubblico e a volte essere anche applauditi i requisiti idonei per essere un cantante sufficiente, come il **sostegno e/o l'**appoggio sono qualità che hanno tutti? Cioè anche una persona che non avrebbe mai sognato o pensato di cantare potrebbe svegliarsi domani mattina e decidere di intraprendere questa strada? O meglio...l'unica cosa importante è la più palese?ovvero L'INTONAZIONE?[/b]

@mayetta ha scritto in Appoggio e sostegno: considerazioni:

Vorrei porvi un quesito..dal momento che sembra che con il passare degli anni cantino sempre più persone (anche, a mio avviso, soggetti che non potrebbero permetterselo) mi viene da interrogarmi: ma per esibirsi in pubblico e a volte essere anche applauditi i requisiti idonei per essere un cantante sufficiente, come il **sostegno e/o l'**appoggio sono qualità che hanno tutti? Cioè anche una persona che non avrebbe mai sognato o pensato di cantare potrebbe svegliarsi domani mattina e decidere di intraprendere questa strada? O meglio...l'unica cosa importante è la più palese?ovvero L'INTONAZIONE?[/b]

gli insegnamenti che ho avuto durante questi hanni mi hanno insegnato che chiunque (e sottolino chiunque) può imparare a cantare...ma ciò che realmente ti distingue sono le ore che passi a studiare e a migliorarti. comunque in merito a questa discussione, prima di imparare l'appoggio, secondo me una persona deve prima di tutto imparare ad EMETTERE in maniera corretta, non pensate?

@kendallreeve ha scritto in Appoggio e sostegno: considerazioni:

comunque in merito a questa discussione, prima di imparare l'appoggio, secondo me una persona deve prima di tutto imparare ad EMETTERE in maniera corretta, non pensate?

io invece so che:
respirazione>appoggio>sostegno>e tutto il resto viene facilitato

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