Alcuni arrivano da me con mille aspettative, altri con tante insicurezze, altri ancora troppo sicuri di sè perchè incoraggiati da qualcuno che li ha considerati talentuosi; alcuni, invece, che vorrebbero solo passare il tempo libero con i propri amici, sono spinti dai genitori con la speranza che l’insegnante possa trasmettergli la passione per la musica.
Con gli allievi è necessario rapportarsi senza pregiudizi e senza nessuna certezza di successo, ma anche questo è il bello del nostro mestiere!

Ecco 5 esempi di allievi che potrebbero presentarsi nelle nostre aule di canto:

  • chi pensa sia facile:
    Anni fa, si iscrisse al mio corso un’allieva, sui 25 anni, che aveva lasciato la classe di teatro perchè la considerava troppo difficile, e pensava che cantare fosse più semplice. Ovviamente la leggerezza del “Ma che bello, canta che ti passa!” sparì (onestamente non avevo la pazienza di oggi). Le feci capire immediatamente che imparare a cantare non era una cosa semplice, comportava impegno, fatica e tanta frustrazione. Il corso andò avanti un annetto. Quest’ esperienza, tutto sommato, mi insegnò ad essere più comprensiva.

  • chi pensa di avere talento:
    Ci sono allievi che sospendono il corso e poi ritornano, spinti dai genitori con le orecchie foderate di amore, altri lo fanno perchè convinti di avere talento, tanto da lasciare tutto per dedicarsi interamente alla musica. Noi lo sappiamo bene, come funziona questo settore, non è facile, spesso le energie non bastano nemmeno se hai l’X factor; ciò non importa perchè ognuno deve fare il proprio percorso.
    Gli insegnanti hanno una grande responsabilità, quando questa categoria varca la porta dell’aula di musica. Bisogna trasmettere quanto sia importante avere umiltà, tenendo sempre presente il carattere dell’allievo e se possiamo realmente farlo crescere.

  • chi ha del talento nascosto:
    Timidi, Taciturni, con un gran bisogno di essere capiti, spronati e aiutati. Questi allievi hanno bisogno di una grande dedizione. Marco (nome di fantasia) è mio allievo da 3 mesi e dal primo giorno ho notato che parlava a voce bassissima e faticava a guardarmi negli occhi. Aveva studiato per un anno con un insegnante che lo aveva demotivato dicendogli che era stonato (cosa non vera). Abbiamo fatto un saggio e tutti i presenti si sono complimentati per il calore e la profondità della sua meravigliosa voce da basso.

  • chi si atteggia da “Prima donna”:
    Come il talento convinto, questa categoria di allievi va indirizzata verso la realtà. Non è assolutamente una critica ... oddio ... si lo è, ma costruttiva. Questi studenti si sentono invincibili già dopo il 3° anno di canto, sostenuti dai loro insegnanti, bisognosi anche loro di conferme. La voce, naturalmente, ne risente di questa falsa sicurezza, che spesso, a mio parere, gli impedisce di raggiungere i risultati desiderati.
    Spesso il talento si cela dietro una forte sensibilità e umanità e ha bisogno di essere coltivato e curato. Un buon insegnante non è quello che fa sentire bravi i suoi allievi, ma colui che insegna a chiedersi come sia possibile migliorarsi sempre.

  • chi invece è un allievo modello:
    L’allievo modello studia, si prepara ed è puntuale; su di lui si può contare sempre. È dotato di una grande passione e non si da arie; riesce sempre a migliorare le sue capacità e dare grandi soddisfazioni. Con lui si impara a rispettarsi e a crescere insieme. Resta in contatto con i propri insegnanti, anche a distanza di anni, mostrando sempre gratitudine per ciò che si è fatto per lui. È questa tipologia di allievo, che mi da la forza e la motivazione di proseguire il mio lavoro che amo smodatamente.

A presto
Monica Cerri

ultima modifica di admin