Ciao a tutti! Ultimamente quando canto lavoro soprattutto su questi due aspetti: rilassamento muscolare e proiezione del suono avanti. E' una bella contraddizione certe volte, perché se mi concentro sulla tensione del corpo, muscoli della gola etc, la voce acquisisce volume e corpo ma il suono si ingola. Questo è perché secondo il mio vocal coach ho una tendenza ad ingolare, oltre che a cantare in modo contratto e nervoso. Quando invece cerco di proiettare avanti il suono (senza "spingere" con l'aria ma cercando una risonanza più esterna, se mi spiego) ho paura di irrigidirmi...

Questi sono forse i miei due grossi scogli, e nascono probabilmente dalla mia nemesi per eccellenza, la timidezza. Col tempo la voce si sblocca, acquista spessore ed estensione, ma ho sempre milioni di dubbi...

Voi che ne pensate? Avete esperienze o sensazioni simili? Se è così come vi comportate?

Sword

@the-sword-iii ha scritto in Tensione ed ingolamento:

Ciao a tutti! Ultimamente quando canto lavoro soprattutto su questi due aspetti: rilassamento muscolare e proiezione del suono avanti. E' una bella contraddizione certe volte, perché se mi concentro sulla tensione del corpo, muscoli della gola etc, la voce acquisisce volume e corpo ma il suono si ingola. Questo è perché secondo il mio vocal coach ho una tendenza ad ingolare, oltre che a cantare in modo contratto e nervoso. Quando invece cerco di proiettare avanti il suono (senza "spingere" con l'aria ma cercando una risonanza più esterna, se mi spiego) ho paura di irrigidirmi...

Questi sono forse i miei due grossi scogli, e nascono probabilmente dalla mia nemesi per eccellenza, la timidezza. Col tempo la voce si sblocca, acquista spessore ed estensione, ma ho sempre milioni di dubbi...

Voi che ne pensate? Avete esperienze o sensazioni simili? Se è così come vi comportate?

Sword

Ciao. La risonanza "esterna" e il suono avanti, designano in genere una sonorità che è una combinazione variabili tra il chiaro e la vocale aperta e diretta, non so se ti riferisca a questo. Penso che essendo ciò il risultato del twang cioè riduzione parziale dello spazio laringeo e amplificazione di quello faringe, può dar luogo a tensione e laringe alta, se non altro perché una maggiore attività muscolare è necessaria a tenere questa forma di risonanza in posizione. La laringe alta, in modo controllato non è un tabù, è uno degli strumenti per ottenere il colore chiaro, ma essendo il meno versatile, soprattutto in fase di approfondimento, non dovrebbe essere quello privilegiato, mentre si cercano vari bilanciamenti donali. Possono intervenire le false corde per difesa istintiva dalla tensione cordale, soprattutto in presenza di corde addotte e non in falsetto (tu ti riferisci al registro leggero a corda parziale?
Che ambito di note?) poi dipende dalle persone, ma dobbiamo insegnare al nostro sistema di autodifesa che non deve temere le note alte. Oppure siamo noi che attuiamo tensioni non necessarie per comprimere e non cadere in falsetto, come a resistere ad esso, sbagliato altresì. Nella suddetta posizione siamo in controllo dell'adduzione cordate.
Io stesso su tale registro, se ti riferisci a quello di testa, devo ancora sbarazzarmi da tensioni che intervengono specialmente su quel registro. Molti meno che in passato, però i problemi di fissità vocale e di presenza delle false corde, per cui la gola non si infastidisce più dopo solo qualche esercizio.
Uno degli aspetti è, nel cercare il twang e la vocale larga, di non spalancare davvero, ma, di concentrare il suono come un laser, senza nemmeno stringere però. Ciò che controlla più le vocali, specie a quest'altezza è la posizione della lingua. La A è una modificazione della E con bocca un po più ampia e lingua più bassa o varie combinazioni secondo la frase in cui è inserita l'espressività richiesta. Tutto parte però dalla I, la vocale "laser" Very Happy.
Posso consigliare di esercitare prima la modalità controtenore, per sbarazzarsi delle false corde, però al contrario qui, come tipico della lirica, le vocali sono perslopiù chiuse e scure, vicine alla U.

@oblomov ha scritto in Tensione ed ingolamento:

@the-sword-iii ha scritto in Tensione ed ingolamento:

Ciao a tutti! Ultimamente quando canto lavoro soprattutto su questi due aspetti: rilassamento muscolare e proiezione del suono avanti. E' una bella contraddizione certe volte, perché se mi concentro sulla tensione del corpo, muscoli della gola etc, la voce acquisisce volume e corpo ma il suono si ingola. Questo è perché secondo il mio vocal coach ho una tendenza ad ingolare, oltre che a cantare in modo contratto e nervoso. Quando invece cerco di proiettare avanti il suono (senza "spingere" con l'aria ma cercando una risonanza più esterna, se mi spiego) ho paura di irrigidirmi...

Questi sono forse i miei due grossi scogli, e nascono probabilmente dalla mia nemesi per eccellenza, la timidezza. Col tempo la voce si sblocca, acquista spessore ed estensione, ma ho sempre milioni di dubbi...

Voi che ne pensate? Avete esperienze o sensazioni simili? Se è così come vi comportate?

Sword

Ciao. La risonanza "esterna" e il suono avanti, designano in genere una sonorità che è una combinazione variabili tra il chiaro e la vocale aperta e diretta, non so se ti riferisca a questo. Penso che essendo ciò il risultato del twang cioè riduzione parziale dello spazio laringeo e amplificazione di quello faringe, può dar luogo a tensione e laringe alta, se non altro perché una maggiore attività muscolare è necessaria a tenere questa forma di risonanza in posizione. La laringe alta, in modo controllato non è un tabù, è uno degli strumenti per ottenere il colore chiaro, ma essendo il meno versatile, soprattutto in fase di approfondimento, non dovrebbe essere quello privilegiato, mentre si cercano vari bilanciamenti donali. Possono intervenire le false corde per difesa istintiva dalla tensione cordale, soprattutto in presenza di corde addotte e non in falsetto (tu ti riferisci al registro leggero a corda parziale?
Che ambito di note?) poi dipende dalle persone, ma dobbiamo insegnare al nostro sistema di autodifesa che non deve temere le note alte. Oppure siamo noi che attuiamo tensioni non necessarie per comprimere e non cadere in falsetto, come a resistere ad esso, sbagliato altresì. Nella suddetta posizione siamo in controllo dell'adduzione cordate.
Io stesso su tale registro, se ti riferisci a quello di testa, devo ancora sbarazzarmi da tensioni che intervengono specialmente su quel registro. Molti meno che in passato, però i problemi di fissità vocale e di presenza delle false corde, per cui la gola non si infastidisce più dopo solo qualche esercizio.
Uno degli aspetti è, nel cercare il twang e la vocale larga, di non spalancare davvero, ma, di concentrare il suono come un laser, senza nemmeno stringere però. Ciò che controlla più le vocali, specie a quest'altezza è la posizione della lingua. La A è una modificazione della E con bocca un po più ampia e lingua più bassa o varie combinazioni secondo la frase in cui è inserita l'espressività richiesta. Tutto parte però dalla I, la vocale "laser" Very Happy.
Posso consigliare di esercitare prima la modalità controtenore, per sbarazzarsi delle false corde, però al contrario qui, come tipico della lirica, le vocali sono perslopiù chiuse e scure, vicine alla U.

Ciao! Grazie per la risposta! Molto precisa! Very Happy Credo che un po' di false corde a volte si inseriscano quando faccio pezzi che hanno notte abbastanza acute (tra do3 europeo ed il mi3) alternate a notte più gravi e forse sotto il passaggio. Io ad ogni modo cerco sempre di usare tutta la massa cordale che posso, proiettando avanti. Di solito ho un suono pulito su tutta l'estensione, ma a volte nel passaggio si aggiunge un leggero "sfrigolio". Non capisco se sia un fry involontario, o se proprio falsa corda... E' raro, succede più spesso quando canto i Guns N' Roses: credo perché ho ascoltato talmente tanto Axl che mi viene involontariamente da imitarlo, nasalizzando e forse(?) costringendo un pochino...

Il dubbio però è come riuscire a dare in modo sano un bel corpo alla voce, su tutta l'estensione, perché accade a volte che perda un po', non vado in falsetto, però è un po' meno piena... E poi l'altra questione è che le note più acute del mio repertorio (dal fa3 al sol3 bemolle) mi fanno una paura f****, e a volte non ci arrivo, bloccandomi sul mi... Solitamente le stecco nei giorni in cui sento un appoggio un po' meno saldo.

Novitá... In questi giorni dalla sardegna umida e dall'aria pulita mi sono trasferito a Madrid, smog e secchezza... Ogni mattina mi sveglio seeeecco come le dolci campagne di Mordor. I primi giorni sono stati traumatici. L'estensione vocale è diminuita, il controllo della voce pure... Una depressione pazzesca!

Poi ho letto sul blog dell'insegnante di canto che c'è qua nel forum, in basso nella home, qualcosa di molto interessante che mi ha piuttosto sconvolto i piani. Lui accennava al fatto che alcune persone erroneamente cerchino di rilassarsi totalmente durante il canto come stessero ricercando la trans meditativa, roba del genere, al che mi sono subito sentito toccato, visto ce come vi accennavo cerco sempre la totale rilassatezza muscolare di collo e spalle quando canto... Lui sostiene che il canto richieda il corretto equilibrio tra rilassatezza ed energia, e devo ammettere che in questi giorni da quando provo a ricercare questo stato sto dando il meglio di me.

Quelle note, fra il fa4 ed il sol4, mi escono fuori piu' spesso, piu' semplicemente e piu' piene... Nei vocalizzi raggiungo fino al do5 con piu' pienezza (anche se ci fu un periodo qualche settimana fa in cui mi capitava a volte di ottenere uno stato di rilassatezza e mi uscirono alcuni re5, ed un fa5 che ancora mi sogno la notte: un ultrasuono ragazzi!)...

Che ne pensate? Puo' essere un buon ragionamento, energia e rilassamento, nel percorso verso il raggiungimento di una voce sempre piu' sana e libera e un ampiamento del range?

Novitá... In questi giorni dalla sardegna umida e dall'aria pulita mi sono trasferito a Madrid, smog e secchezza... Ogni mattina mi sveglio seeeecco come le dolci campagne di Mordor. I primi giorni sono stati traumatici. L'estensione vocale è diminuita, il controllo della voce pure... Una depressione pazzesca!

Poi ho letto sul blog dell'insegnante di canto che c'è qua nel forum, in basso nella home, qualcosa di molto interessante che mi ha piuttosto sconvolto i piani. Lui accennava al fatto che alcune persone erroneamente cerchino di rilassarsi totalmente durante il canto come stessero ricercando la trans meditativa, roba del genere, al che mi sono subito sentito toccato, visto ce come vi accennavo cerco sempre la totale rilassatezza muscolare di collo e spalle quando canto... Lui sostiene che il canto richieda il corretto equilibrio tra rilassatezza ed energia, e devo ammettere che in questi giorni da quando provo a ricercare questo stato sto dando il meglio di me.

Quelle note, fra il fa4 ed il sol4, mi escono fuori piu' spesso, piu' semplicemente e piu' piene... Nei vocalizzi raggiungo fino al do5 con piu' pienezza (anche se ci fu un periodo qualche settimana fa in cui mi capitava a volte di ottenere uno stato di rilassatezza e mi uscirono alcuni re5, ed un fa5 che ancora mi sogno la notte: un ultrasuono ragazzi!)...

Che ne pensate? Puo' essere un buon ragionamento, energia e rilassamento, nel percorso verso il raggiungimento di una voce sempre piu' sana e libera e un ampiamento del range?

Ciao.
Condivido decisamente non semplice rilassatezza, ma un'equilibrio tra le due componenti, che poi significa un'energia bene indirizzata.
Un equilibrio tra il misto e il belting, soprattutto sopra la propria "tessitura" che comunque sfuma e non ha un confine netto.
Sono approcci complementari ma che si saldano, il misto in un certo senso cerca di portare la "naturalezza" del parlato sulle note acute e si occupa di adeguare le corde perchè oppongane sempre una resistenza simile o quasi, occupandosi prevalentemente di mantenere la chiusura cordale, mentre il belting prevede in un certo senso che ci sia un parte naturalmente acuta della tessitura che hai scelto, dove dovrai dare più energia e usare più impegno diaframmatico.
Fino ad una certa altezza la prima componente prevale, ma poi, se si vuole salire la componente della rilassatessa e disimpegno. In quasi tutto il belting controllato su note acute, anche quello femminile, è presente questo equilibrio, secondo me, quando non c'è sforzo, semplicemente una corda più corda in partenza deve rinunciare a meno massa cordale.
Ho letto questa regola non ricordo dove, ma forse è una considerazione presente in vari blog e forum di canto: "se riuscirai a cantarlo piano, riuscirai a cantarlo forte e pieno".
Certo che però Re5 e Fa5 sono tosti, come fai Very Happy?
Giustamente devi riuscire a focalizzare al massimo e ridurre il suono a delle componenti essenziali di cui poi alteri la componente timbrica e gli armonici in zona orofaringea per creare le vocali, che comunque da una certa altezza sono sempre più indistinguibili.

Chiaramente se si fraintende il concetto di rilassare, si rischia di avere riserbo nel tendere le corde il necessario, nel dare il giusto bilanciamento di fiato del diaframma, la giusta adduzione, che giustamente creano pressione e tensione, su questo ci siamo assolutamente.
Non vogliamo inoltre, sempre per il discorso a cui accennavo, pensare la vocale troppo grande, già da dopo il passaggio, figuriamoci quindi nei sovracuti.
Si cerca quindi il twang puro, ogni qual volta si perde la coordinazione e l'esercizio per certe note, ma ancora prima con vocalizzi leggerissimi, lip thrills e magari il bizzarro canto attraverso la cannuccia (vedi Ingo Titze, è anche divertente (Smile, cerchi un coinvolgimento cordale minimo se il problema è raggiungere quella tensione, poi cerchi focus, risonanza e adduzione.
Questo nei vocalizzi, preciso, poi meglio esercitarsi con qualche canzone, quello fa sempre bene, perchè ci riporta alla pratica.
Col twang ricerchi lo squillo, componente armonica quasi esclusiva del belting sovracuto, dove le voci basse partono un po' svantaggiate per via della "canna", secondo me. Questo già aiuta, senza aggiungere impegno eccessivo a trovare l'adduzione.

In breve, no non sto spiegando a te, il tuo è probabilmente il risultato di un processo che conduce a risultati simili, ma secondo me quando proviamo la voce di testa, almeno secondo la mia esperienza, poi varierà tra le varie corde, verso La - Si3 si incontra un maggiore impegno e poi una sorta di break e di crisi dopo Do4, e l'unità dell'estensione non è affatto scontata, specialmente il rischio cantando rimanere leggeri nelle discese, che conduce ad un suono falsettoso sotto Do4 a fronte magari di note che suonano piene e in belting sopra di esso, in quanto si sta usando un peso adatto a tali altezze. Tu hai già lavorato su questo punto? Soprattutto sulla transizione del passaggio.

Quelle note altissime le tocco soltanto facendo il training e mediante la tecnica della risata che manda aff****** le false corde per un momento... Come dicevo ultimamente ho assestato durante questa fase di vocalizzo il do, ma il fa5 mi `uscito una volta... Mi sono messo a ridere da solo come un..

Laughing Laughing Laughing Laughing

In questo training per me arrivare al La4 e' molto normale. Eppure cantando le canzoni vere e proprie rimane una certa difficolta oltre il benedetto Fa4, il Solb 4 mi esce ultimamente il 70% delle volte ma è sempre il panico prima di spararlo, mentre il sol4 e' un caso piu' unico che raro... Oltre queste note non vado, non c'e' training che tenga

Mi fa davvero innervosire sta cosa, perche' vorrei usare anche quelle benedette note oltre il Sol4 diesis ma nel repertorio per ora mi sembra molto arduo. Forse mi sbaglio, in realta' non ho mai provato una canzone che contenesse qualche la4...

C'e' poi il fatto che mi fa innervosire ancora di piu': quando non so che nota sto facendo, magari la sparo sereno e mi esce, poi controllo ed era un sol4.. What the hell?! AHAhahahahaah...
Poi...!, la riprovo il giorno dopo, stessa canzone, e sapendo che e' un sol, faccio la mia solita stecca: la sparo e mi esce un mi4 (il quale non essendo calcolato mi esce anche meno pieno di quanto potrei...)

Mio caro Oblomov, il canto e' la mia vita, ma a volte vorrei suonare solo i campanelli...

Ciao, dài secondo me sei sulla buona strada maestra, che però ad un certo punto è tanto ampia che si possono perdere i punti di riferimento.
Io mi riferivo al cambio di registro, se c'è una nota oltre la quale senti di abbandonare la voce "normale" per un registro leggero che però si è riusciti ad unire e rendere pieno.
In genere dopo La3, ma dipende, appunto. E se questo cambio lo senti graduale.
Esatto, immagino faccia riferimento alla risata di Evt.
C'è da dire che il Do4, in termini di tensione, viene considerato un passaggio da molte scuole di pensiero, quindi mi chiedo se siano modi diversi per riferirsi allo stesso fenomeno.
Secondo il metodo Cvt intorno a questa nota finisce il range di "overdrive" per gli uomini, che immagino faccia riferimento al belting classico, in termini di formanti e di equilibrio cordale muscolare. Inoltre si passerebbe al "flageolet", cosa che fa riferimento ad una particolare tensione raggiunta anche nel registro leggero.
Secondo Garcia ci sarebbe il passaggio da "falsetto" a falsetto testa e fa riferimento ad una parzializzazione delle corde per la tensione.
Per questo penso a dei passaggi, eventi notevoli e comuni a molte persone, ma soggettivi allo stesso tempo nella loro posizione e nel modo di viverli.
Per Garcia, mentre si usa il "falsetto" (che non è usato nell'accezione di falsetto odierna però), ci sarà un maggiore impegno del diaframma arrivati a queste note, ma dice che riguarda più le donne, perchè meno pressione sarebbe necessaria.
Sono interpretazioni indubbiamente, con qualche inconsistenza alla luce della foniatria odierna, ma descrivono un fenomeno. Se è per quello si potrebbe pure parlare di un passaggio dopo Mib4, ma appunto ci incasiniamo, parliamo di diverse sensazioni e atteggiamento che facilitano il range in quella zona e che dovrebbero poi rendere spontaneo il passaggio fluido in queste zone così insolite. Ricordando queste sensazioni che richiamano tali posizioni e aggiustamenti atti appunto a ridurre lo sforzo.
Se hai visto Ken Tamplin, come riferisci, a proposito di La4, lui lo usa nella sua cover di "She's Gone" degli Steelheart, ma è facoltativo e l'ha aggiunto lui.
Ci sarebbe "And I am telling you" di Jennifer Holliday.
https://www.youtube.com/watch?v=ixTLpdVgPY8
E l'ottima cover di Jennifer Hudson, forse più tecnica, indubbiamente, ma sempre sentita.
Vorrei far sentire qualcosa che ho sperimentato, chissà forse un giorno me la sentiro, a questo proposito.
A volte sospetto ci sia un misto con il fischio anche in molto del belting sovracuto.
Comunque tu provali anche coperti, ti sarà d'aiuto per controllare la laringe, anche se poi è normale che si sollevi un po' per una sonorità chiara in belting, in queste zone.
https://www.youtube.com/watch?v=Gpdd2E7t03I

Dunque, i passaggi li sento sempre meno, grazie al cielo... E poi il mio coach diceva che ho una tendenza di mio ad andare in voce mista. Ultimamente credo di aver fuso meglio il "petto" e la "testa" perche' mi sto impegnando di piu' a fare le sirene nei training e nel riscaldamento-defaticamento in modo tale che partano dalla nota piu' bassa in assoluto, e la apro tantissimo mescolando a qualsiasi vocale una quantita spropositata di -a: il risultato credo sia ottimo, perche' la voce acquisisce corpo su tutto il range, ed anche piu' coerenza del suono grave ed acuto. Se penso pero' ad una zona del range in cui sento una certa pesantezza fra E4 (americano), F4 e F4 diesis... Le sento meno agevoli quando la canzone ha note molto basse ed esse sono il picco piu' acuto, come il "I don't belive at AAnybody" in wonderwall degli oasis... Non capisco perche', perche' per il resto fino al E5 non ho piu' problemi.

Invece sono un po' depresso per quelle note iperacute... non le riesco piu' a toccare da qualche settimana, dopo un raffreddore ed una giornata in cui ho cantato molto con una band. Il do6 amercano l'ho ritoccato un paio di volte in questi giorni, e quel la5 tanto semplice di due settimane fa e' adesso un traguardo quando faccio il training. Pero' lo sento piu' pieno ed oggi per la prima volta ho toccato un la5 nelle sirene di riscaldamento (record supremo), e fatto un sol5 molto pieno. Quindi spero solo che anche quelle note si stiano stabilizzando definitivamente nel "range utilizzabile".

Boh.. quei sovracuti dopo il la5 diesis secondo me sono misti al fischiato, secondo me. https://www.youtube.com/watch?v=lBbdcslRcec Come questi..

Ciao. Volevo rispondere da tempo, ma ho perso la sessione e pensavo di averlo annotato da qualche parte, mi spiace. Nel frattempo è cambiato persino il forum, spero che ci sia sempre :).
Parto dalla difficoltà col primo passaggio specialmente quando si canta in gran parte in basso, come appunto in Wonderwall, tanto che credevo arrivasse ad un Sol3. E' vero, stessa difficoltà con "Imitation of life" dei REM, in "come on, come on!" e sempre deve essere un Sol3. Mentre personalmente molta meno difficoltà nei Sol3 uno dopo l'altro in "Hey Jude" e nei Fa3 seriali che contiene, poichè si tiene relativamente alta e faringea rispetto a quella degli Oasis e dei Rem, con una tessitura radicata più in basso. Sì è il cambio dell'impegno dalla corda grossa, talvolta rilassata e atteggiamento parlato, alla corda più tesa e sottile, soprattutto quando imita il parlato come nel belting. Cosa che dipende dalla scelta delle vocali appunto.
E a proposito di vocali, è vero la A, elicita compressione, senza sforzo nelle sirene e richiama una timbrica di petto, talvolta molto soul nelle note sovracute, almeno ha questa potenzialità e poi appunto unisce. Attenzione, é vero che bisogna partire dalla vocale che si riesce a fare più rilassati ad una determinata altezza, per poi atteggiare la bocca, lingua e faringe per proiettare altre vocali dalla stessa posizione. Non so se è un'esperienza comune, ma in questo video si parla di un trucco quale costruire le A sulla E, https://www.youtube.com/watch?v=4lBhP04slkA ad esempio lei dice nel suo esempio da musical "Fly", che la A, prodotta nella posizione delle note basse, può tendere a bloccare, la E, è in genere una vocali più facile e da lì posizionare la lingua più in basso per aprire la vocale, tuttavia è soggettivo. Talvolta però se una vocale mi blocca me ne ricordo.
Ma un altro trucco è pensarlo, talvota pre eseguire il sovracuto in stile lirico e coperto, per rimuovere le tensioni, e da lì modificare la vocale verso il chiaro e l'aperto o stretto e aggiungere twang - compressione, ma non troppa in quanto non serve.

Un altro della stessa sul belting sovracuto https://www.youtube.com/watch?v=uSeDlQ4ebfU verso 1:43 dove vocalizza in crescendo un Sol5, per poi aprire la risonanza, trasformandolo in belting o quasi, perlomeno nelle sua fondamenta. Se mi rilasso e non mi faccio venire ansie dimostrative, questo metodo mi aiuta su zone da Do#5 a Fa5, o perlomeno mi ha aiutato a provare a cantarci senza forzare, almeno di base, perchè talvolta l'ansia del "proibito" attiva le false corde.
Il video illustra però come nella maggiorparte dei casi la massa cordale ed il "petto" nel belting sovracuto, sia un'"illusione" :), anche emesso da una donna con la voce non grave. Una bellissima illusione espressiva e comunicativa basata sulla vocale e la risonanza, beninteso, unita ad una proiezione sapiente.
Nel nostro caso certo la massa è ulteriormente ridotta, probabilmente, e c'è una maggiore tensione comunque, tendenzialmente, ma conta il fatto che sia quello che serve per la nota emessa, evitando quindi una tensione eccessiva. Una voce grave, come detto, parte con più massa in partenza.
Penso che ti serva solo ritrovare questo, anche se ovviamente sono registri e meccanismi più sensibili agli sbalzi, perchè basati su equilibri più fini.
Il tuo coach cosa intendeva con misto, per curiosità.
Voglio dire la mia anche su Ken Tamplin ed il suo graffiato compresso nell'altra tua discussione.
A presto.

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