Difficoltà passaggio da voce di petto a voce di testa

Ciao a tutti ho 24 anni e sono un violinista diplomato. Mi è sempre piaciuto cantare ma non ho mai preso lezioni. Sono intonato ed ho un vibrato naturale e riesco a controllare abbastanza bene la mia voce fino al FA4 (il primo sopra il do centrale). Più che altro quando canto imito chi sta cantando la canzone, riesco a riprodurre il timbro del tenore lirico o quello del basso, ma anche la voce di Mattew Bellamy dei Muse o Frank Sinatra. In sostanza come dicevo ho un buon controllo nel range che va dal sol2 al fa4, ho anche un ottimo falsetto che posso spingere forte fino al sol5. Il mio unico problema è che non so come accedere alla voce di testa (head voice che a quanto ho capito non è il falsetto) e quando faccio quegli esercizi di glissando a basso volume sento proprio che passo direttamente da voce di petto a falsetto con uno scatto netto e bruttissimo. Avete degli esercizi che mi "forzano" ad usare la voce di testa e che mi permettono di accedere al passaggio?

Vi ringrazio dell'attenzione.

Ciao. Prova a postare qualche incisione, anche col cellulare, basta caricare su 4shared. Perché a volte discutere "teoricamente" senza un presupposto concreto rischia di essere del tutto inutile

Ciao, come diciamo spesso, la voce di testa, intesa come registro, si trova "nel" falsetto, nel senso che si sviluppa da quella posizione più che dal pensare di tirare su il petto. Sostanzialmente parti dall'eliminate l'aria dal falsetto e dal dargli risonanza. Ci sono varie scuole di pensiero, una per cui non si tratta di falsetto, essendo la sensazione diversa, limpegno diaframmatico maggiore, la timbrica più piena e varia nelle dinamiche rispetto a ciò che è comunemente inteso come falsetto, maggiore facilità ad unirlo al petto o misto senza compromettere troppo in intensità a patto di non usarlo troppo presto.
Un'altra lo considera invece comunque falsetto, considerando tali tutte le possibilità interne a quel registro. Semplice il falsetto tipico sarebbe allora un falsetto con carenze armoniche per possibile presenza di aria e/o laringe troppo alta, risonanza non a fuoco, etc

molto tempo fa sui manuali di canto "falsetto" stava per "voce di testa", il falsetto vero e proprio (quindi vibrazione parziale ecc.) non era nemmeno preso in considerazione. Se partiamo dal falsetto "eliminando l'aria", come dici, viene fuori il falsettone.

@sèlavy ha scritto in Difficoltà passaggio da voce di petto a voce di testa:

molto tempo fa sui manuali di canto "falsetto" stava per "voce di testa", il falsetto vero e proprio (quindi vibrazione parziale ecc.) non era nemmeno preso in considerazione. Se partiamo dal falsetto "eliminando l'aria", come dici, viene fuori il falsettone.

Noi ne abbiamo parlato, ma se può essere d'aiuto al qui presente, a cui rinnovo il benvenuto, sì, per la precisione Garcia, mi pare o era quella la nomenclatura im generale? Se è così mi chiedo se "falsettone" come voce a corda parziale passata di registro, ma appoggiata e senz'aria fosse venuta dopo.
Questo stesso falsetto indicava, come poi la voce di testa, la corda parziale quando riferito allle donne.

Vada quindi anche per falsettone per l'emissione parziale senza aria, anche se mi chiedo se il falsettone non indichi alla fine una timbrica controtenorile limitata all'ambito lirico e al auo utilizzo voluto, come nel symphonic metal, ma al maschile, visto che per le donne si continuerebbe a parlare di voce piena ma di testa.
Mi domando quindi se questa nomenclatura non soffra come quella legata alle tipologie vdi voce, in ambito moderno. Difficilmente la zona acuta di un metallaro, di Stevie Wonder o Ed Sheeran, fino ai suddetti esempi di Nick Pitera e ColbyBennett verranno considerati falsetto al pari di Mika, Philip Bayley, etc.

Aggiungo che anche se ne abbiamo parlato, come le mie curiosità dimostrano, non significa affatto che non ci sia altro da dire e da scoprire di volta in volta. È curioso come i nomi dei registri siano slittati. Il falsetto pieno garciano è diventato "testa" per uomini e donne, sempre però col problema che per le donne si intendesse la voce parziale, senza la possibilità fi distinguere anche per loro un passaggio di risonanza e un alleggerirmento che conserva la massa piena.
Con il belting per donne e uomini a Broadway, l'influenza del blues, jazz, r'n b e l'eterodossia del primo rock di James Brown e compagnia, ma anche idee di continuità tra registri applicate al maschile, che venivano da Tito Schipa, Beniamino Gigli, ma anche, oltreoceano, Sam Cooke, si è popolarizzata l'idea di prolungare il "petto" per le donne e proseguire oltre il passaggio di registro per gli uomini, se non anticiparlo quando non si voleva cantare a tutto volume, oppure per applicare distorsioni.
Il registro parziale diventa così "testa" per maschi e femmine, a patto di essere in grado di controllarne le dinamiche e di riempirlo timbricamente, cercando molteplici varianti vocali ed il suono aperto e brillante non lirico, tra le altre cose.
Tuttavia si è inserito il termine "misto", forse inizialmente per indicare il falsetto gargiana, quindi voce piena alleggerita e/o con risonanza alta/di "testa". Per poi inserirsi in modo più confuso e opinabile nella zona di transizione tra m1 e m2. Cosa che merita un capitolo a parte.
Anche se si capirebbe meglio da una registrazione, come dice Sel, in limea di massima che tipo o livello di falsetto testa hai, al momento? Tipo Muse, chessò, senza aria. Riesci a dargli uno spettro di colori?

@oblomov ha scritto in Difficoltà passaggio da voce di petto a voce di testa:

@sèlavy ha scritto in Difficoltà passaggio da voce di petto a voce di testa:

molto tempo fa sui manuali di canto "falsetto" stava per "voce di testa", il falsetto vero e proprio (quindi vibrazione parziale ecc.) non era nemmeno preso in considerazione. Se partiamo dal falsetto "eliminando l'aria", come dici, viene fuori il falsettone.

Noi ne abbiamo parlato, ma se può essere d'aiuto al qui presente, a cui rinnovo il benvenuto, sì, per la precisione Garcia, mi pare o era quella la nomenclatura im generale? Se è così mi chiedo se "falsettone" come voce a corda parziale passata di registro, ma appoggiata e senz'aria fosse venuta dopo.
Questo stesso falsetto indicava, come poi la voce di testa, la corda parziale quando riferito allle donne.

Vada quindi anche per falsettone per l'emissione parziale senza aria, anche se mi chiedo se il falsettone non indichi alla fine una timbrica controtenorile limitata all'ambito lirico e al auo utilizzo voluto, come nel symphonic metal, ma al maschile, visto che per le donne si continuerebbe a parlare di voce piena ma di testa.
Mi domando quindi se questa nomenclatura non soffra come quella legata alle tipologie vdi voce, in ambito moderno. Difficilmente la zona acuta di un metallaro, di Stevie Wonder o Ed Sheeran, fino ai suddetti esempi di Nick Pitera e ColbyBennett verranno considerati falsetto al pari di Mika, Philip Bayley, etc.

Bisognerebbe rileggere Garcia, comunque sono certo che lui usasse "falsetto" intendendo i suoni passati -in vibrazione piena. Direi che "falsettone" è chiaramente un termine preso in prestito dalla lirica. Col senno di poi, possiamo affermare tranquillamente che se per "falsetto" intendiamo vibrazione parziale -vedi Fussi, occorrerà mettersi in testa (lo si fa davvero raramente, anche da un punto di vista teorici) che esista "falsetto" anche in zona media e grave: sono, per esempio, i cosiddetti "soffiati" teatrali. Diversamente il "falsettone", come sottolinei giustamente, è qualcosa di più circoscritto: trattandosi di emissione molto meno ariosa ecc., viene fuori come connesso inevitabilmente alla zona acuta.

@oblomov ha scritto in Difficoltà passaggio da voce di petto a voce di testa:

Aggiungo che anche se ne abbiamo parlato, come le mie curiosità dimostrano, non significa affatto che non ci sia altro da dire e da scoprire di volta in volta. È curioso come i nomi dei registri siano slittati. Il falsetto pieno garciano è diventato "testa" per uomini e donne, sempre però col problema che per le donne si intendesse la voce parziale, senza la possibilità fi distinguere anche per loro un passaggio di risonanza e un alleggerirmento che conserva la massa piena.
Con il belting per donne e uomini a Broadway, l'influenza del blues, jazz, r'n b e l'eterodossia del primo rock di James Brown e compagnia, ma anche idee di continuità tra registri applicate al maschile, che venivano da Tito Schipa, Beniamino Gigli, ma anche, oltreoceano, Sam Cooke, si è popolarizzata l'idea di prolungare il "petto" per le donne e proseguire oltre il passaggio di registro per gli uomini, se non anticiparlo quando non si voleva cantare a tutto volume, oppure per applicare distorsioni.
Il registro parziale diventa così "testa" per maschi e femmine, a patto di essere in grado di controllarne le dinamiche e di riempirlo timbricamente, cercando molteplici varianti vocali ed il suono aperto e brillante non lirico, tra le altre cose.
Tuttavia si è inserito il termine "misto", forse inizialmente per indicare il falsetto gargiana, quindi voce piena alleggerita e/o con risonanza alta/di "testa". Per poi inserirsi in modo più confuso e opinabile nella zona di transizione tra m1 e m2. Cosa che merita un capitolo a parte.
Anche se si capirebbe meglio da una registrazione, come dice Sel, in limea di massima che tipo o livello di falsetto testa hai, al momento? Tipo Muse, chessò, senza aria. Riesci a dargli uno spettro di colori?

Sono piuttosto d'accordo; perché citi James Brown a proposito di rock? C'erano molti altri cantanti che sono oggettivamente venuti fuori prima (pura curiosità). Poi parli di "continuità tra registri" citando Schipa e Gigli, cantanti molto differenti, non capisco a cosa tu alluda; se alla pratica belcantista di "coprire" il passaggio per uniformare il timbro (ma quella c'era già da prima, naturalmente, e non parlerei di registri, ma di consonanze) oppure all'includere il falsettone (cosa che un pochino, ma non molto, praticò il Gigli canzonettista... più che altro mezza voce)

Beh, chiaro che non è dei primi, non intendevo dire proprio quello, certo vengono prima Elvis e uno dei capostipiti Chuck Berry, mi riferivo all'evoluzione nel canto distorto e graffiato, non propriamente modale, forse Little Richard lo precede. Si inserisce nell'idea di canto antitetico al classico e "corretto" oltre alla possibilità di comprimere m2 e camuffarlo. Secondo me è possibile che anche Schipa lo usasse.

Interessante, quello che accade col soffiato e l'esistenza del falsetto in zona media grave. Molto del soffiato, anche in tale zona, sembra avvenire in M1, M2 è, salvo in casi eccezionali, molto flebile, in tale zona, mentre anche il soffiato può avere di per sé un certo corpo. Comunque sì, è importante ricordare che esiste il falsetto anche molto in basso, non certo solo in acuto.
Schipa e Gigli sono molto diversi, ma entrambi hanno in comune l'aver popolarizzato un approccio più leggero e meno di forza. Innegabile che li auutasse molto anche la voce piazzata alquanto in alto, non so se più le corde o i loro risuonatori.
Alludevo, ormai è chiaro alla continuità tra i meccasismi, la copertura è meno marcata, nel loro caso, e anche la dizione è di conseguenza più chiara. Suona sempre m1, tuttavia l'assenza di sforzo nel sostenere Do4 da parte loro, fa pensare che non volessero portare m1 al limite.
A dire il vero però, molto del canto italiano del ventennio conteneva falsettoni molto più evidenti e/o mezzevoci simil tali, che portavano ad una timbrica a tratti alquanto "lagnosa", valeva per uomini e donne, notare l'evidente passaggio in "ti parlerò d'amor", evidenziato anche dal timbro scuro della cantante.
Nel passaggio di risonanza, quindi, mi domando se col passaggio non ci si riferisca alla copertura, oppure se è invece un ornamento canonico-timbrico separato, dove il passaggio in testa (non in m2) è invece un'altra cosa, relativa alle frequenze alte e al twang-faringeo. Enfatizzando i bassi, invece, la copertura penso sia più atta a mantenere il "petto".

@oblomov ha scritto in Difficoltà passaggio da voce di petto a voce di testa:

Interessante, quello che accade col soffiato e l'esistenza del falsetto in zona media grave. Molto del soffiato, anche in tale zona, sembra avvenire in M1, M2 è, salvo in casi eccezionali, molto flebile, in tale zona, mentre anche il soffiato può avere di per sé un certo corpo. Comunque sì, è importante ricordare che esiste il falsetto anche molto in basso, non certo solo in acuto.
Schipa e Gigli sono molto diversi, ma entrambi hanno in comune l'aver popolarizzato un approccio più leggero e meno di forza. Innegabile che li auutasse molto anche la voce piazzata alquanto in alto, non so se più le corde o i loro risuonatori.
Alludevo, ormai è chiaro alla continuità tra i meccasismi, la copertura è meno marcata, nel loro caso, e anche la dizione è di conseguenza più chiara. Suona sempre m1, tuttavia l'assenza di sforzo nel sostenere Do4 da parte loro, fa pensare che non volessero portare m1 al limite.
A dire il vero però, molto del canto italiano del ventennio conteneva falsettoni molto più evidenti e/o mezzevoci simil tali, che portavano ad una timbrica a tratti alquanto "lagnosa", valeva per uomini e donne, notare l'evidente passaggio in "ti parlerò d'amor", evidenziato anche dal timbro scuro della cantante.
Nel passaggio di risonanza, quindi, mi domando se col passaggio non ci si riferisca alla copertura, oppure se è invece un ornamento canonico-timbrico separato, dove il passaggio in testa (non in m2) è invece un'altra cosa, relativa alle frequenze alte e al twang-faringeo. Enfatizzando i bassi, invece, la copertura penso sia più atta a mantenere il "petto".

Semplicemente sui medio-gravi si percepisce meno la differenza armonica (timbrica), ma è comunque una vibrazione parziale; poi un soffiato si può appoggiarlo/spingerlo più o meno, variare risuonatori -fino a un certo punto- e così via. Sugli ultragravi il confine fra i due meccanismi è più netto, perché per cercare volume, proiezione, e -ipotizzo, siamo sempre su teorie poco dimostrabili- vibrazione cordale piena, si coinvolgono anche le false corde. Un soffiato sul Do grave, invece, è davvero piuttosto flebile nella dinamica e arioso (a meno che non venga ingrandito e lavorato, come spesso avviene in postproduzione).
Su Schipa e Gigli: in realtà la mezzavoce e certi alleggerimenti si usavano anche precedentemente, ce n'è traccia nelle prime incisioni da studio del secolo scorso; certo erano incisioni complicate, e ho notato che spesso si tendeva a non utilizzare il forte, probabilmente dovevano avvicinarsi molto alla strumentazione e questo implicava un canto con una dinamica "piccola" -anche queste sono pure ipotesi. Poi Gigli divenne, negli ultimi anni soprattutto, un tenore quasi drammatico... ma è vero che mantenne questa caratteristica della mezzavoce. Il falsetto viene fuori più che altro nelle incisioni più canzonettistiche, perché allora andava di moda così, come del resto giustamente osservi, e questo vale anche per Schipa.

Le ultime righe, però, non le ho comprese affatto, quelle sul passaggio

Comincio col spiegarmi sul passaggio, mi riferivo al passaggio classico maschile di consonanza unito alla maggiore prevalenza del cricotiroideo (il tensore), ma che non riguarda il passaggio di registro, almeno non in quel punto. Mi chiedevo se per molti questo cambio di consonanza venisse necessariamente associato alla copertura, quando secondo me è un altra componenti, rispetto alla "testa" essendo volto a prolungare la componente scura. Ovviamente si bilancia con la compone di testa.
In questo senso anche il belting stile Broadway Voicecraft non evita necessariamente tale passaggio, ma la copertura è assente o molto più aperta, fa cui un timbro spesso più chiaro in quel settore tonale.

Sul falsetto in basso, ecco io distinguevo il velato che rimane un po' più "spinto", quello è m1. Ci sono invece dei pianissimo medio bassi, che sì, potrebbero essere in parziale. Noto anche che non sono necessariamente soffiati, ma molto tenui, appunto.
Qualcosa non torna però sull'idea che i registri si assomiglino di più in basso, nel senso che in basso la differenza di intensità è molto più evidente e m2 può essere poco più che soffiato e pianissimo, in acuto le possibili somiglianze armoniche e sovrapposizioni di dinamiche, sono in genere maggiori. Ma quindi, visto che è possibile un crescendo o messa di voce da pianissimo a fortissimo senza interruzioni, forse il confine non è così netto. Questo pp, infatti diventa man mano il mezzo forte, forte, etc. Alla fine i passaggi percorrono tutte queste dinamiche, così in acuto si andrà a pescare ciò che usato più giù sarebbe molto più tenue. Ovviamente con molta flessibilità e molte variazioni, che si rimettono a molteplici fattori.
Ciò che accade scendendo è secondo me simile anche a quanto accade portando giù m2, la teoria delle false corde è interessante, ma io penso più ad una adduzione marcata e, ovviamente m1 favorisce nettamente di più tali dinamiche, la contrazione della corda.

Parlavamo di lirica; certo che nel canto lirico il passaggio si "copre", cioè si cerca di uniformare TIMBRICAMENTE -qualunque emissione è piena di passaggi, varia continuamente secondo l'altezza tonale, ma in zona del passaggio di consonanza c'è uno scalino particolarmente importante da un punto di vista degli armonici. Per coprirlo si ricorre quindi a un bilanciamento dello scuro, in quantità tale da riequilibrare il chiaro tipico della consonanza di testa. Coprire vuol dire arrotondare, poi, in buona parte, è qualcosa che avviene a livello buccale.

I suoni medio-gravi e gravi, se ariosi, sono comunque falsetto, almeno secondo la definizione del falsetto come vibrazione parziale. Moltissimo crooning è falsetto, anche se non percepibile a un orecchio comune come tale.

Io ho parlato, infatti, di somiglianze timbriche, non di dinamica. E comunque col microfono tutto diventa molto più confuso e complicato (oltre che col microfono, con tutto l'impianto di ripresa audio, dal microfono alla postproduzione).

Su quella che chiami "adduzione marcata", certo, i dubbi restano; però è evidente che gli ultragravi abbiano una componente del cosiddetto "contrabbasso" o fry, e che procedendo in meccanismo pieno vi sia, in basso, una zona di passaggio piuttosto marcata

[quote="Alessandro.Q"]Ciao a tutti ho 24 anni e sono un violinista diplomato. Mi è sempre piaciuto cantare ma non ho mai preso lezioni. Sono intonato ed ho un vibrato naturale e riesco a controllare abbastanza bene la mia voce fino al FA4 (il primo sopra il do centrale). Più che altro quando canto imito chi sta cantando la canzone, riesco a riprodurre il timbro del tenore lirico o quello del basso, ma anche la voce di Mattew Bellamy dei Muse o Frank Sinatra. In sostanza come dicevo ho un buon controllo nel range che va dal sol2 al fa4, ho anche un ottimo falsetto che posso spingere forte fino al sol5. Il mio unico problema è che non so come accedere alla voce di testa (head voice che a quanto ho capito non è il falsetto) e quando faccio quegli esercizi di glissando a basso volume sento proprio che passo direttamente da voce di petto a falsetto con uno scatto netto e bruttissimo. Avete degli esercizi che mi "forzano" ad usare la voce di testa e che mi permettono di accedere al passaggio?

sì, ecco l'esercizio:
poco prima del passaggio, emetti i suoni singoli con la bocca chiusa, proiettando il suono verso il retro del naso, dove risuonano gli acuti. prova e riprova ogni singola nota, facendo uscire meno aria possibile e quindi trattenendola nei polmoni a diaframma abbassato, ma premendo coi muscoli addominali devi creare una maggiore pressione interna, devi sentirti come un 'pallone gonfiato', tanto per esagerare un po'.
Quando il suono acuto comincia a suonare dietro il naso a un volume abbastanza alto, è segno che hai trovato il punto di risonanza, e quindi puoi aprire la bocca e , abbassando molto la mascella, vedrai che il suono acquisterà più corpo e quindi sarai in voce naturale. quando avrai ottenuto i suoni acuti ti consiglio di collegarli lentamente con quelli medi e quelli bassi con un glissato molto molto lento, così percepirai chiaramente che sei in voce naturale e non sentirai più 'scalini'.
buon lavoro e vacci con gran calma !! ]

Vi ringrazio dell'attenzione.[/quote] Smile

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