Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor

Cari amici, quanti di voi fanno parte di questa categoria ibrida tra baritono e tenore? Qual è il suo passaggio? La letteratura anglosassone e una parte di quella italiana scrive il FA come il tenore drammatico, mentre la nostra sposta i passaggi di un tono più in basso e scrive MIb. Quale la verità? Qual è la sua estensione? Oltre il Sib? Quali sono cantanti nella musica pop appartenenti a tale categoria? Gianni Morandi, Renga? Grazie e spero in un confronto attivo.

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Cari amici, quanti di voi fanno parte di questa categoria ibrida tra baritono e tenore? Qual è il suo passaggio? La letteratura anglosassone e una parte di quella italiana scrive il FA come il tenore drammatico, mentre la nostra sposta i passaggi di un tono più in basso e scrive MIb. Quale la verità? Qual è la sua estensione? Oltre il Sib? Quali sono cantanti nella musica pop appartenenti a tale categoria? Gianni Morandi, Renga? Grazie e spero in un confronto attivo.

Le voci non sono "categorie" ma infiniti assolutamente unici. Fra l'altro la classificazione cui fai riferimento vale unicamente per l'emissione LIRICA; studiando le incisioni operistiche degli ultimi cent'anni -le uniche che abbiamo, e cent'anni sono una piccola porzione della storia dell'opera!- ti sarai reso conto o ti renderai conto che esistono voci molto differenti che hanno cantato il medesimo repertorio e voci relativamente simili che hanno cantato repertori diversi. Detto questo en passant, il famoso "passaggio" è una convenzione: conviene che in una certa vocalità si passi alla CONSONANZA DI TESTA in una determinata zona. Ma si tratta di una zona, perché già modificando l'equilibrio fra chiaro e scuro e la vocale, possono esserci delle oscillazioni. Fra l'altro il Mib che citi è, sempre convenzionalmente, il passaggio dei baritoni drammatici, e non dei baritenori.

Anche l'estensione è qualcosa di molto individuale; baritoni piuttosto scuri, come Stracciari o Titta Ruffo avevano medio-gravi e timbro da basso cantante, ma estensione in acuto quasi tenorile, sfiorando -per quanto si dice- il Do.

Sono d' accordo. Per quanto ne so, a Broadway questa gamma di categorie include sia baritoni acuti e dal colore chiaro, che tenori baritonali ( heldentenor o baritenore della lirica propriamente detta).

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Sono d' accordo. Per quanto ne so, a Broadway questa gamma di categorie include sia baritoni acuti e dal colore chiaro, che tenori baritonali ( heldentenor o baritenore della lirica propriamente detta).

Ciao e benvenuto.
Magari Cheyenne Jackson? Che ne dici? Very Happy

https://www.youtube.com/watch?v=54dZmuFIoQ0

Xanadu
https://www.youtube.com/watch?v=w02xPH5uUtI

Condivido con Selavy, stesse categorie, almeno a livello di peso fisiologico, hanno coperto, volutamente o per sbaglio diverse estensione e, chiaramente zone della propria estensione.
Il passaggio è pure ambiguo in quanto fa riferimento anche ad una zona di alleggerimento, oltre che di cambio di risonanza. Addiriddura, per le donne, secondo il tipo di scuola classica, di cambio di registro. Ma molti, come Garcia, ponevano Fa3 per tutti quanti, a parte i bassi, parlando forse di cambio di risonanza, tuttavia lo chiamavano registro di falsetto pieno, curiosamente, quindi pensava anche all'alleggerimento, col passaggio, unitamente al colore. Un secondo pseudopassaggio di "testa" lo metteva invece sul Do, ma riteneva che solo donne e contraltini, con poche eccezioni potessero unirvi il falsetto.
Ca va san dire, molte sue nozioni sono in realtà in esatte, anche se erano utili a livello didattico, se non che costringevano le donne ad un passaggio anticipato, e ciò è rimasto tradizione, controtenori maschi inclusi Very Happy, ma quel tipo di suono lo ritengo comunque affascinante e a suo modo, pieno.

@oblomov ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Sono d' accordo. Per quanto ne so, a Broadway questa gamma di categorie include sia baritoni acuti e dal colore chiaro, che tenori baritonali ( heldentenor o baritenore della lirica propriamente detta).

Ciao e benvenuto.
Magari Cheyenne Jackson? Che ne dici? Very Happy

https://www.youtube.com/watch?v=54dZmuFIoQ0

Xanadu
https://www.youtube.com/watch?v=w02xPH5uUtI

Condivido con Selavy, stesse categorie, almeno a livello di peso fisiologico, hanno coperto, volutamente o per sbaglio diverse estensione e, chiaramente zone della propria estensione.
Il passaggio è pure ambiguo in quanto fa riferimento anche ad una zona di alleggerimento, oltre che di cambio di risonanza. Addiriddura, per le donne, secondo il tipo di scuola classica, di cambio di registro. Ma molti, come Garcia, ponevano Fa3 per tutti quanti, a parte i bassi, parlando forse di cambio di risonanza, tuttavia lo chiamavano registro di falsetto pieno, curiosamente, quindi pensava anche all'alleggerimento, col passaggio, unitamente al colore. Un secondo pseudopassaggio di "testa" lo metteva invece sul Do, ma riteneva che solo donne e contraltini, con poche eccezioni potessero unirvi il falsetto.
Ca va san dire, molte sue nozioni sono in realtà in esatte, anche se erano utili a livello didattico, se non che costringevano le donne ad un passaggio anticipato, e ciò è rimasto tradizione, controtenori maschi inclusi Very Happy, ma quel tipo di suono lo ritengo comunque affascinante e a suo modo, pieno.

Grazie, quelli del primo video mi sembrano tenori lirico leggeri. Sono troppo sicuri sugli alti e sento pochi bassi che il baritono chiaro ha comunque. Il secondo sembrava essere appartenente a questa categoria fin quando ha sparato una nota altissima con l' ausilio forse del metodo Voicecraft ( e allora potrebbe far parte dei baritoni leggeri e brillanti). Poi fino a quando non si vedono le corde è facile sbagliarsi, trattandosi di una categoria ibrida. Penso che voci come Enjolras e Marius in " Les Miserables" appartengano alla categoria, come pure Gene Kelly in " Singing in the Rain", Amos in " Chicago". Tra i cantanti della musica leggera Bublè, Lorenzo Fragola, Ermal Meta sembrerebbero far parte della categoria. Il discorso è che l' uso del Voicecraft credo faccia mascherare sempre di più queste voci in quelle tenorili, posto che non tutti sono d' accordo sul fatto che questa tecnica sia salutare. In Italia si nota di più quando si appartiene alla categoria, perché il belting è meno usato. Non so se dico cose giuste...

se l'emissione non è lirica, è ancora più impensabile "classificare" una voce; perché gli armonici di un suono lirico sono differenti da quelli impiegati generalmente nel pop, che invece sono più vicini a quelli del parlato.
I tenori naturali sono pochi; non poche le voci baritonali o comunque centrali che riescono a sostenere una tessitura piuttosto alta o dei suoni acuti.
Un buon esempio di tenore naturale nel pop è Jeff Buckley, è proprio la qualità del timbro che non lascia molti dubbi e che porta ad escludere qualunque baritonalità.
C'è poi un vizio che deriva dal fatto che il "baritono" è una figura ancora più indefinita delle altre, ai tempi di Rossini non esisteva nemmeno, come vera e propria classificazione... del resto i compositori spesso componevano per cantanti e voci che conoscevano personalmente. Così oggi spesso si tende a dire -questo anche per un retaggio coristico- che una voce rotonda e tendente al grave sia semplicemente "baritonale".
In America si usa poi una terminologia ancora più fuorviante, come "high baritone" ecc., che non significa assolutamente nulla. Michael Bublè può essere esempio di baritono più o meno puro, occorre considerare che utilizza risuonatori palatali, quindi molto in avanti, privi dello "scuro"... questo non basta a classificare la sua voce come "chiara", perché si tratta semplicemente dell'emissione. Certo, poi è assurdo separare fisiologia e interiorità, i confini sono labili.

Comunque, per evitare di generalizzare troppo, se hai identificato la tua voce come collocata in questa zona, facci sentire qualcosa, piuttosto Smile

In ogni caso una voce centrale per eccellenza -questa per me resta la baritonalità- dovrebbe estendersi tranquillamente anche in belting almeno fino al Sib/Si/Do. Ma l'estensione ha troppe variabili. In lirica molti ruoli baritonali hanno il La acuto, e per cantare un La acuto lirico occorre avere almeno il Sib, se non il Si.

Non è vero che Garcia pone lo stesso passaggio per baritoni e tenori, ma lì la visione è complicata anche dalla sua definizione di "falsetto" e "testa", in un certo senso poco chiara senza un ausilio audio.

Titta Ruffo suggeriva ai baritoni di passare al massimo sul Mi e mai oltre. Ma parliamo sempre di canto lirico.

@sèlavy ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Comunque, per evitare di generalizzare troppo, se hai identificato la tua voce come collocata in questa zona, facci sentire qualcosa, piuttosto Smile

In ogni caso una voce centrale per eccellenza -questa per me resta la baritonalità- dovrebbe estendersi tranquillamente anche in belting almeno fino al Sib/Si/Do. Ma l'estensione ha troppe variabili. In lirica molti ruoli baritonali hanno il La acuto, e per cantare un La acuto lirico occorre avere almeno il Sib, se non il Si.

Non è vero che Garcia pone lo stesso passaggio per baritoni e tenori, ma lì la visione è complicata anche dalla sua definizione di "falsetto" e "testa", in un certo senso poco chiara senza un ausilio audio.

Titta Ruffo suggeriva ai baritoni di passare al massimo sul Mi e mai oltre. Ma parliamo sempre di canto lirico.

Sono stato identificato in questa categoria tramite visita foniatrica. Non mi serviva la conferma, ma volevo solo discutere su che nozioni ci sono, dato che questa voce è veramente ibrida tra baritono e tenore. Bublè non è considerato un baritono classico alla Johnny Dorelli per esempio, anche da Fussi. Inoltre non uso il metodo Voicecraft quindi non so dove potrei arrivare con quella tecnica. Al momento l' estensione è quella da te suggerita fino al Si/ Do ( quando sono in giornata). Il baritono lirico è per me la voce centrale, questa ( cioè il baritono chiaro) è un filo sopra e va a braccetto con il tenore drammatico ( più scuro, ma dalla tessitura più elevata ovviamente). Tutto ciò sempre se ciò che ho letto è veritiero: lo dico con la massima umiltà, sia chiaro...

@sèlavy ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Non è vero che Garcia pone lo stesso passaggio per baritoni e tenori, ma lì la visione è complicata anche dalla sua definizione di "falsetto" e "testa", in un certo senso poco chiara senza un ausilio audio.

Titta Ruffo suggeriva ai baritoni di passare al massimo sul Mi e mai oltre. Ma parliamo sempre di canto lirico.

Sì ho semplificato. Dal sito blog di Arte del canto suggeriva questo, che i baritoni e i bassi hanno passaggi più bassi, ma il motivo è diciamo cervellotico e particolare. Quello degno di nota è le donne avrebbero tutte lo stesso passaggio del tenore.
Il motivo suggerito per il passaggio diverso di baritoni e bassi, sarebbe, secondo chi redige il blog, che altrimenti tali due categorie avrebbero troppi pochi toni in "falsetto" considerato che la loro estensione propria finirebbe intorno al Fa# e Sol# rispettivamente per baritoni e bassi.
Quindi è come a dire che altrimenti avrebbero il passaggio sul Fa come tutti/e Very Happy. A perte i contraltini che lo hanno sul Fa#. Secondo il redattore, tra l'altro, Loforese è un contraltino.
Idee che pur non condividendo o almeno lasciandomi perplesso, ho discusso costruttivamente in loco.
In breve, le categorie più acute avrebbero più toni in falsetto e testa e possono unire il falsetto a quest'ultima, che è uno pseudopassaggio, ma molto la fa ricondurre alla realtà di una zona, dove, avendo M2 (la "testa" appunto), meno differenze tra le voci, aquista una tensione che lo rende potente purchè bene appoggiado, purchè ci sia un adeguamento diaframmatico, ma senza particolare impegno nell'ingrossarlo, come il "falsetto" post passaggio classico. In sostanza qualcosa di simile al passaggio, ma applicato al registro leggero.
Molte assonanze anche con il flageolet o il "flageolet tension" del metodo danese Cvt, quello di Cathrin Sadolin, che a loro parere renderebbe al massimo dopo Sib3 - Do4.
Ma di certo trovo quantomeno bizzarra l'idea di passaggi che si trovano in parti diverse dell'estensione dai tenori in poi, fissate alle stesse note e che differirebbero da baritoni e bassi solo per questioni stilistiche.
Comunque il registro leggero coperto e con compressione simil belting introduce un'ulteriore incognita, seppure può essere individuabile in certe condizioni e dinamiche, senza nulla togliergli.

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Il discorso è che l' uso del Voicecraft credo faccia mascherare sempre di più queste voci in quelle tenorili, posto che non tutti sono d' accordo sul fatto che questa tecnica sia salutare. In Italia si nota di più quando si appartiene alla categoria, perché il belting è meno usato. Non so se dico cose giuste...

Interessante, per Voicecraft intendi dire belting? Per come la vedo io può essere salutare se non è spinto e se semplicemente la risonanza è chiara e avanti, con maggiore enfasi sul Twang e sulla formante del parlato portata in alto, rispetto all'opera, che si concentra forse su un arrotondamento maggiore degli armonici, specialmente quelli vicini alla fondamentale, che credo diano lo scuro, forse acusticamente più efficienti, sebbene anche il belting stile teatrale renda la voce udibile senza microfono, ma le orchestre credo siano meno voluminose.
Ci sono un'infinità di timbri diversi ottenibili con la stessa tecnica di base, che è quando meno simile al belcanto in tutti i capisaldi legati all'appoggio etc.
Cambia oltre al timbro, il fraseggio più staccato del belting, etc, vocali più aperte.
La tecnica italiana è una via di mezzo. Ma dipende da quella a cui tu fai riferimento, se a Claudio Villa, a Baglioni, Nek, Guccini, non me ne vengono in mente di particolarmente tecnici al momento, forse tu intendi che usano una tecnica più "naturale" e meno coltivata o omologata o se si esercitano seguono altri metodi e altri maestri e filosofie?
Questo cosiddetto belting è poi alla fine ripreso da un certo tipo di canto energico e twangato della tradizione africana e afroamericana, dai primordi del blues al Jazz, al primo Rock di Chuck Berry, fino al soul allo swing, all'r' n b. E stato solo reso più parlato.
Puoi ottenerlo tanto spingendo come dicono, quanto passando ma mantenendo la compressione e le formanti parlate, secondo me. Anche perchè ci sono un sacco di baritoni in nella suddetta cultura canora Blues, Jazz etc, che ti vanno su come nulla, ma mantengono il timbro e spesso la tessitura dominante dei baritoni, senza disdegnare affatto M2. Pur usando il Twang quindi, non sopprimono la parte baritonale del loro spettro armonico, diciamo.

@oblomov ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

@sèlavy ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Non è vero che Garcia pone lo stesso passaggio per baritoni e tenori, ma lì la visione è complicata anche dalla sua definizione di "falsetto" e "testa", in un certo senso poco chiara senza un ausilio audio.

Titta Ruffo suggeriva ai baritoni di passare al massimo sul Mi e mai oltre. Ma parliamo sempre di canto lirico.

Sì ho semplificato. Dal sito blog di Arte del canto suggeriva questo, che i baritoni e i bassi hanno passaggi più bassi, ma il motivo è diciamo cervellotico e particolare. Quello degno di nota è le donne avrebbero tutte lo stesso passaggio del tenore.
Il motivo suggerito per il passaggio diverso di baritoni e bassi, sarebbe, secondo chi redige il blog, che altrimenti tali due categorie avrebbero troppi pochi toni in "falsetto" considerato che la loro estensione propria finirebbe intorno al Fa# e Sol# rispettivamente per baritoni e bassi.
Quindi è come a dire che altrimenti avrebbero il passaggio sul Fa come tutti/e Very Happy. A perte i contraltini che lo hanno sul Fa#. Secondo il redattore, tra l'altro, Loforese è un contraltino.
Idee che pur non condividendo o almeno lasciandomi perplesso, ho discusso costruttivamente in loco.
In breve, le categorie più acute avrebbero più toni in falsetto e testa e possono unire il falsetto a quest'ultima, che è uno pseudopassaggio, ma molto la fa ricondurre alla realtà di una zona, dove, avendo M2 (la "testa" appunto), meno differenze tra le voci, aquista una tensione che lo rende potente purchè bene appoggiado, purchè ci sia un adeguamento diaframmatico, ma senza particolare impegno nell'ingrossarlo, come il "falsetto" post passaggio classico. In sostanza qualcosa di simile al passaggio, ma applicato al registro leggero.
Molte assonanze anche con il flageolet o il "flageolet tension" del metodo danese Cvt, quello di Cathrin Sadolin, che a loro parere renderebbe al massimo dopo Sib3 - Do4.
Ma di certo trovo quantomeno bizzarra l'idea di passaggi che si trovano in parti diverse dell'estensione dai tenori in poi, fissate alle stesse note e che differirebbero da baritoni e bassi solo per questioni stilistiche.
Comunque il registro leggero coperto e con compressione simil belting introduce un'ulteriore incognita, seppure può essere individuabile in certe condizioni e dinamiche, senza nulla togliergli.

@oblomov ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Il discorso è che l' uso del Voicecraft credo faccia mascherare sempre di più queste voci in quelle tenorili, posto che non tutti sono d' accordo sul fatto che questa tecnica sia salutare. In Italia si nota di più quando si appartiene alla categoria, perché il belting è meno usato. Non so se dico cose giuste...

Interessante, per Voicecraft intendi dire belting? Per come la vedo io può essere salutare se non è spinto e se semplicemente la risonanza è chiara e avanti, con maggiore enfasi sul Twang e sulla formante del parlato portata in alto, rispetto all'opera, che si concentra forse su un arrotondamento maggiore degli armonici, specialmente quelli vicini alla fondamentale, che credo diano lo scuro, forse acusticamente più efficienti, sebbene anche il belting stile teatrale renda la voce udibile senza microfono, ma le orchestre credo siano meno voluminose.
Ci sono un'infinità di timbri diversi ottenibili con la stessa tecnica di base, che è quando meno simile al belcanto in tutti i capisaldi legati all'appoggio etc.
Cambia oltre al timbro, il fraseggio più staccato del belting, etc, vocali più aperte.
La tecnica italiana è una via di mezzo. Ma dipende da quella a cui tu fai riferimento, se a Claudio Villa, a Baglioni, Nek, Guccini, non me ne vengono in mente di particolarmente tecnici al momento, forse tu intendi che usano una tecnica più "naturale" e meno coltivata o omologata o se si esercitano seguono altri metodi e altri maestri e filosofie?
Questo cosiddetto belting è poi alla fine ripreso da un certo tipo di canto energico e twangato della tradizione africana e afroamericana, dai primordi del blues al Jazz, al primo Rock di Chuck Berry, fino al soul allo swing, all'r' n b. E stato solo reso più parlato.
Puoi ottenerlo tanto spingendo come dicono, quanto passando ma mantenendo la compressione e le formanti parlate, secondo me. Anche perchè ci sono un sacco di baritoni in nella suddetta cultura canora Blues, Jazz etc, che ti vanno su come nulla, ma mantengono il timbro e spesso la tessitura dominante dei baritoni, senza disdegnare affatto M2. Pur usando il Twang quindi, non sopprimono la parte baritonale del loro spettro armonico, diciamo.

No, dico proprio in generale se si usa questo metodo in Italia. Tipo un Baglioni nonostante l' estensione ha dei bassi notevoli e poi live canta in maniera molto più contenuta. Giuliano dei Negramaro è un' altra voce che crea dibattito, anche se non usa il belting, perché alcuni pensano che sia un baritono chiaro ( e in effetti nelle canzoni che ho sentito non va sopra il sol diesis in voce piena) . Renga è per certo un baritono chiaro che usa il belting ( quest' ultimo punto lo ha confermato in alcune interviste). Ciò nonostante lui si definisce tenore, situazione tutto sommato legittimata dal fatto che canta in quel range. Io credo che anche Zarrillo usi il belting o qualcosa del genere pur essendo un tenore credo: guardate la nota che fa in " Se tu non torni" nelle cover di Sanremo. Poi posso anche sbagliare perché non conosco bene questa tecnica... Sicuramente le ultime due sono voci sospette, non per le note, ma per il risultato. Ho dei dubbi anche su Matteo Setti ( vedere il confronto con Graziano Galatone). Ad esempio nel caso di Alex Baroni e Mango è chiaramente tutta roba loro. Quello che io credo è che comunque queste voci ( cioè quelle che sono baritoni chiari) specialmente quelle dal timbro tenorile e non solo gli " high baritones" siano proprio da considerare ibridi: poi bisogna capire se sono assimilabili in una categoria o meno. All' estero per esempio un altro caso sospetto è Ed Sheeran che nei live va meno in alto e anche nei video sembra essere al limite. Per oblomov: in molti luoghi si legge che il passaggio è sul fa, poi boh. E' difficile inquadrare la situazione.

[quote="Stonato"]
@oblomov ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Sono d' accordo. Per quanto ne so, a Broadway questa gamma di categorie include sia baritoni acuti e dal colore chiaro, che tenori baritonali ( heldentenor o baritenore della lirica propriamente detta).

Ciao e benvenuto.
Magari Cheyenne Jackson? Che ne dici? Very Happy

https://www.youtube.com/watch?v=54dZmuFIoQ0

Xanadu
https://www.youtube.com/watch?v=w02xPH5uUtI

.

Grazie, quelli del primo video mi sembrano tenori lirico leggeri. Sono troppo sicuri sugli alti e sento pochi bassi che il baritono chiaro ha comunque. Il secondo sembrava essere appartenente a questa categoria fin quando ha sparato una nota altissima con l' ausilio forse del metodo Voicecraft ( e allora potrebbe far parte dei baritoni leggeri e brillanti).

Beh sai, stanno cantando un pezzo pre due donne in tonalità originale, chiaramente non ci sono i bassi di un baritenore Very Happy.
Nel secondo video è sempre Cheyenne. Lì si sente che è una voce più centrale.
Ma forse tu intendi Jeremy Jordan con il secondo. A che parte ti riferisci? Dopo il secondo minuto?

Nel secondo video, su Xanadu, a 4:45 sostiene un lungo Do4 chiaramente in M2 ad un ascolto attento, anche se piuttosto pieno, ma non mascherato, particolarmente compresso nè scurito per uniformarlo a M1.
Ma si capisce nel primo video che il passaggio omogeneo e il belting in M2 è nelle sue possibilità, infatti supera in Do4 con un tono quasi sullo stile timbrico tipico delle cantanti nere soul.

@citazione in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Poi fino a quando non si vedono le corde è facile sbagliarsi, trattandosi di una categoria ibrida. Penso che voci come Enjolras e Marius in " Les Miserables" appartengano alla categoria,

Ho trovato interessante Hugh Jackman, lui penso baritono, Valjean forse non è neanche la sua performance più riuscita, anche se più che discreta, però se l'è abbassata. Altrove dal vivo però canta molto bene e ha una grande estensione anche sull'area tenorile, seppure non sovracuta, ma anche perchè non è parte del suo repertorio.
Enjolras e Marius, non ho ben presente la vera voce di Redmayne, dovrei sentire i pezzi non cantati in originale, ma mi sembra siano parti da tenore centrale, cantate però in modo più delicato, quasi il corrispondente di Cosette, che va addirittura in testa "pura" completamente.

Selavy per risuonatori palatali cosa intendi? Perchè di solito si usano, ma spesso in congiunzione con altri per una voce equilibrata, certo se si vuole schiarire, mi dirai, si accentua quella componente.

Il punto è che un baritono può anche scegliere o essere ritenuto più adatto a ruoli baritonali, pur avendo eccome il Si, non è che è baritono perchè non ce l'ha. Se avrai notato, Stonato, tutte le voci cantano le rispettive tessiture tipiche in parti proporzionalmente diverse della loro estensione. I bassi mixano addirittura con strohbass M0, talvolta, e più si va su fino al soprano più i registri in cui cantano sono leggeri.

[quote="Oblomov"]
@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

@oblomov ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Sono d' accordo. Per quanto ne so, a Broadway questa gamma di categorie include sia baritoni acuti e dal colore chiaro, che tenori baritonali ( heldentenor o baritenore della lirica propriamente detta).

Ciao e benvenuto.
Magari Cheyenne Jackson? Che ne dici? Very Happy

https://www.youtube.com/watch?v=54dZmuFIoQ0

Xanadu
https://www.youtube.com/watch?v=w02xPH5uUtI

.

Grazie, quelli del primo video mi sembrano tenori lirico leggeri. Sono troppo sicuri sugli alti e sento pochi bassi che il baritono chiaro ha comunque. Il secondo sembrava essere appartenente a questa categoria fin quando ha sparato una nota altissima con l' ausilio forse del metodo Voicecraft ( e allora potrebbe far parte dei baritoni leggeri e brillanti).

Beh sai, stanno cantando un pezzo pre due donne in tonalità originale, chiaramente non ci sono i bassi di un baritenore Very Happy.
Nel secondo video è sempre Cheyenne. Lì si sente che è una voce più centrale.
Ma forse tu intendi Jeremy Jordan con il secondo. A che parte ti riferisci? Dopo il secondo minuto?

Nel secondo video, su Xanadu, a 4:45 sostiene un lungo Do4 chiaramente in M2 ad un ascolto attento, anche se piuttosto pieno, ma non mascherato, particolarmente compresso nè scurito per uniformarlo a M1.
Ma si capisce nel primo video che il passaggio omogeneo e il belting in M2 è nelle sue possibilità, infatti supera in Do4 con un tono quasi sullo stile timbrico tipico delle cantanti nere soul.

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

@citazione in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Poi fino a quando non si vedono le corde è facile sbagliarsi, trattandosi di una categoria ibrida. Penso che voci come Enjolras e Marius in " Les Miserables" appartengano alla categoria,

Ho trovato interessante Hugh Jackman, lui penso baritono, Valjean forse non è neanche la sua performance più riuscita, anche se più che discreta, però se l'è abbassata. Altrove dal vivo però canta molto bene e ha una grande estensione anche sull'area tenorile, seppure non sovracuta, ma anche perchè non è parte del suo repertorio.
Enjolras e Marius, non ho ben presente la vera voce di Redmayne, dovrei sentire i pezzi non cantati in originale, ma mi sembra siano parti da tenore centrale, cantate però in modo più delicato, quasi il corrispondente di Cosette, che va addirittura in testa "pura" completamente.

Selavy per risuonatori palatali cosa intendi? Perchè di solito si usano, ma spesso in congiunzione con altri per una voce equilibrata, certo se si vuole schiarire, mi dirai, si accentua quella componente.

Il punto è che un baritono può anche scegliere o essere ritenuto più adatto a ruoli baritonali, pur avendo eccome il Si, non è che è baritono perchè non ce l'ha. Se avrai notato, Stonato, tutte le voci cantano le rispettive tessiture tipiche in parti proporzionalmente diverse della loro estensione. I bassi mixano addirittura con strohbass M0, talvolta, e più si va su fino al soprano più i registri in cui cantano sono leggeri.

Jackman forse è proprio il baritenore propiamente detto della lirica o almeno baritono verdiano e si deve tenere conto che quasi tutti i pezzi sono stati abbassati, anche se alla fine ha cantato da tenore drammatico in sostanza. Marius e Enjolras del musical di broadway sono adeguati al baritono brillante come anche al tenore dato che ho provato i loro pezzi. Come dici tu sono ruoli da "low tenor", come anche Phantom. Nel film Enjolras è cantato da Aaron Tveit che è un lirico leggero, se non proprio leggero, che canta un Sib pienissimo ( " The Final Battle") e molto difficile per un baritenore con la tecnica tradizionale, ma questa nota a Broadway è fatta di rado e spesso è volutamente gridata. Di solito sono estesi entrambi fino a Lab. Redmayne non so che voce sia, ma ipotizzo baritenor, anche se non è un cantante allenato. Valjean è un' altra cosa: ormai arriva anche fino a Re4 e solo tenori lirico leggeri o lirici si sono cimentati. Unica voce dubbia a interpretare il ruolo: Ramin Karimloo non esente da critiche infatti. Lui si definisce baritono ( nemmeno brillante nella forma): non vedo come possa prendere un si naturale tenuto se non con il Voicecraft. Su Cheyenne non lo so: se non è tenore ottiene comunque un risultato che gli somiglia moltissimo, pur avendo un timbro scuretto in alcuni punti. Forse è belting? Tu che dici?

Era per dire che non condivido i presupposti stessi di questa discussione; senza polemica. La foniatria non è affatto una scienza perfetta, e purtroppo quando si parla di gente come Fussi -che pure stimo- si entra, come sovente avviene per la scienza, nella religione. Qui stiamo parlando di misurazioni che non rendono giustizia agli infiniti delle Voce, e che neppure i cantanti citati -che, non me ne volere, per la maggior parte non sono un granché- meritano in pieno. Misurarselo o misurarlo agli altri è inutile. Smile Per questo ti invitavo a postare qualcosa di tuo, tutto qui.
Altrimenti finiamo all'ossessione del voyeurismo internettiano, si citano valanghe di nomi, si creano arbitrari confini, si discute... per cosa? Perché sono certo che questa discussione, come tante altre, finirà nel nulla. Personalmente mi sono adoperato a postare esperimenti, vie percorse percorrendole, lavori importanti che mi hanno riguardato in prima persona. Ed è questo che conta, ed è il meglio che io possa lasciare.

Chiaro Selàvy, ci metterei anche che non è colpa della scienza o del metodo scientifico ma o di chi ne fa interprete e molta gente che, forse inconsapevolmente lo tratta più da sciamano che da scienziato. Ma ovviamente il metodo sperimentale è più preciso ed efficace della credenza popolare, ma deve essere appunto in divenire, come un numero periodico o "irrazionale", che però ha una precisione circostanziata, come la relatività espande la meccanica semplice e non la nega nel suo campo d'applicazione, amplia però il campo di applicazione e aggiunge un livello di complessità.
Similmente M1 e M2 pur essendo certamente più precisi delle precedenti confusioni tra registro e risonanza, risonanza e consonanze ossee, chiamare falsetto o voce di testa piena un registro a seconda del genere di chi lo usa etc. Very Happy non possono pretendere di delimitare l'infinito dell'espressività umana.
Tanto più modellarla preventivamente su questi limiti assunti. Cosa però più tipica della scuola classica, a dire il vero, quella che se ti classifica ti dice dove puoi e non puoi cantare, stabilisce a priori che oltre quella nota non puoi avere proiezione, quando mille esempi smentiscono questi limiti autoimposti e condizionanti.

https://www.youtube.com/watch?v=TppJMa8apkc Cover di Celine Dion di Jeremy Jordan
Sì a primo impatto è il cosiddetto belting di cui si parla, però, ultimamente ascoltanto meglio, ho l'impressione che il "pianto" ci sia, è semplicemente ben mascherato appunto dalla suddetta voce avanti e sintonizzata sul parlato, in pratica approcciando le altezze prima "raccoglie" poi riapre immediatamente nelle vocali aperte.
Nella parte finale raggiunge Do#4 - dal cambio di chiave dopo 4:14 ed è incredibilmente pieno, possibile che sia M1. potrei confrontarlo con il Re4 lanciato da questa voce, alquanto più bassa, a 0:45 https://www.youtube.com/watch?v=eOjQS4aU73I , ma sono diversissime, quest'ultima è più aperta e rock, ma di certo non gridata stile scream, ovvero appuntita e distorta.
Quello di Jordan è più sullo stile alla Stevie Wonder, quindi un po' più piangente e meno urlato.
Qualcuno potrebbe dire, certo, una voce bassa ha meno alternative se vuole rendere piena una certa nota, o la urla o la falsetta, etc, ma allora esiste anche lo stile di Eric Arcenaux, ok, lievemente pieno come Jordan, ma più che altro si nota maggiormente la distanza dal suo timbro scuro. all'inizio dopo l'intro https://www.youtube.com/watch?v=JjMGKs9kThI (in un bel falsetto vellutato Very Happy) ci sono alcuni esempi, uno dopo 7:30 con esempi dove connette, ma devono essercene altri, il video è un po' troppo lungo, ma bisogna dargli atto che a differenza di molti altri almeno sa cantare come si deve e si propone nei video. E anche uno dei pochi che non disdegna il falsetto come descritto nel video, nelle canzoni che canta, alternandolo alla voce piena in quel registro (la "testa" chiaro).
Ci sono anche altri esempi, Tim Foust, Nic Val, come voci basse, anche se per andare davvero molto giù vanno in Strohbass, giustamente.
Hanno in canna note vicine al Do acuto. Però si percepisce talvolta una punta di cattivo gusto circense nell'esibizione di estremi non sempre bene integrati a livello artistico. Sempre meglio però di un cantante "baritono verdiano" di nostra conoscenza quale Shore, che in termini di balentìa, ha poco ritegno quanto ad armonia e musicalità.

Magari sciamanesimo
è un fenomeno molto più interessante, anche nella cialtroneria, che fa parte della rivelazione –o svelamente continuo, in divenire!- dell’apparenza.
Per me la vocalità ha a che fare con gli abissi, col mistero, la lucida percezione di un altrove; è un lavoro sciamanico, sì. Quindi le figure citate mi interessano poco, presto orecchio, ma solo quello, laddove immagino sicuramente tanto altro.
Spesso questo confronto risulta sterile e si perde nel vuoto, il rischio è quello della vetrina, della fiction, della chiacchiera -la rete poi illude che tutto si possa trovare, incontrare, padroneggiare, in effetti senza spostarsi davvero- della definizione, che è il contrario dell’apertura necessaria a un autentico studio (io sono questo, tu quello, ma se Tizio arriva qui e fa questo allora Caio dovrebbe ecc.).
Per questo dico che il meglio che io possa offrire è nel mio lavoro, che in parte, seppure disordinato, mutilato ecc., è fondamentalmente reperibile su Youtube –almeno per quanto riguarda l’audio.
Anche sul forum ho fornito spesso e volentieri delle esemplificazioni; che naturalmente, a parte gli interventi attenti di Oblomov, sono cadute nel vuoto.
Questo è un piccolo studio sui risuonatori, giusto per comprendere come il timbro stesso di una voce possa modificarsi. Anche il parlato è semplicemente il frutto di abitudini
https://www.youtube.com/watch?v=RlehHgOCQyA

Ci sono risuonatori palatali, nasali, dentali, laringei, soffiati, difonie, voci inspirate, false corde, kargira, ultragravi, fischio laringeo eccetera

@sèlavy ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Magari sciamanesimo
è un fenomeno molto più interessante, anche nella cialtroneria, che fa parte della rivelazione –o svelamente continuo, in divenire!- dell’apparenza.
Per me la vocalità ha a che fare con gli abissi, col mistero, la lucida percezione di un altrove; è un lavoro sciamanico, sì. Quindi le figure citate mi interessano poco, presto orecchio, ma solo quello, laddove immagino sicuramente tanto altro.
Spesso questo confronto risulta sterile e si perde nel vuoto, il rischio è quello della vetrina, della fiction, della chiacchiera -la rete poi illude che tutto si possa trovare, incontrare, padroneggiare, in effetti senza spostarsi davvero- della definizione, che è il contrario dell’apertura necessaria a un autentico studio (io sono questo, tu quello, ma se Tizio arriva qui e fa questo allora Caio dovrebbe ecc.).
Per questo dico che il meglio che io possa offrire è nel mio lavoro, che in parte, seppure disordinato, mutilato ecc., è fondamentalmente reperibile su Youtube –almeno per quanto riguarda l’audio.
Anche sul forum ho fornito spesso e volentieri delle esemplificazioni; che naturalmente, a parte gli interventi attenti di Oblomov, sono cadute nel vuoto.
Questo è un piccolo studio sui risuonatori, giusto per comprendere come il timbro stesso di una voce possa modificarsi. Anche il parlato è semplicemente il frutto di abitudini
https://www.youtube.com/watch?v=RlehHgOCQyA

Ci sono risuonatori palatali, nasali, dentali, laringei, soffiati, difonie, voci inspirate, false corde, kargira, ultragravi, fischio laringeo eccetera

Non sono affatto d' accordo su questi ultimi due commenti, per quanto si veda che tu ne capisca. E' giusto non divinizzare la foniatria, ma tu hai deciso di considerarla troppo poco. Diamo alle cose la giusta importanza. La discussione è utile perché è tra appassionati ed è come parlare di calcio ad agosto: un passatempo. Inoltre Aaron Tveit, Giuliano e molti degli altri che ho nominato sono grandi cantanti e chiunque lo capisce. Quanto alle mie registrazioni mi secca metterle, perché conosco la mia voce. Quello che volevo discutere è come " venga gestita" questa vocalità nel mondo. Nel canto lirico ad esempio ha dei limiti che nel canto pop e soprattutto nel musical non ha. Se ritenete la discussione inutile, potete anche non rispondere. E' ovvio che non basti vedere le corde per dire tutto di una voce, perché ci sono cavità, modalità di respirazione, tecnica, ecc, ma ridurre il canto ad una visione quasi induista mi pare improbabile: sia chiaro che parlo sempre col massimo rispetto, dato che comunque dimostri di sapere di cosa parli. Rispondo così perché il tuo tono, nonostante il " senza polemica", appare polemico come se io avessi profanato un tuo dogma ( solo parzialmente vero, perché la foniatria va tenuta da conto). Sono invece d' accordissimo sul fatto che al di là di ogni classificazione ogni vocalità sia soggettiva e personale.

@stonato ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

@sèlavy ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Magari sciamanesimo
è un fenomeno molto più interessante, anche nella cialtroneria, che fa parte della rivelazione –o svelamente continuo, in divenire!- dell’apparenza.

Per me la vocalità ha a che fare con gli abissi, col mistero, la lucida percezione di un altrove; è un lavoro sciamanico, sì. Quindi le figure citate mi interessano poco, presto orecchio, ma solo quello, laddove immagino sicuramente tanto altro.
Spesso questo confronto risulta sterile e si perde nel vuoto, il rischio è quello della vetrina, della fiction, della chiacchiera -la rete poi illude che tutto si possa trovare, incontrare, padroneggiare, in effetti senza spostarsi davvero- della definizione, che è il contrario dell’apertura necessaria a un autentico studio (io sono questo, tu quello, ma se Tizio arriva qui e fa questo allora Caio dovrebbe ecc.).
Per questo dico che il meglio che io possa offrire è nel mio lavoro, che in parte, seppure disordinato, mutilato ecc., è fondamentalmente reperibile su Youtube –almeno per quanto riguarda l’audio.
Anche sul forum ho fornito spesso e volentieri delle esemplificazioni; che naturalmente, a parte gli interventi attenti di Oblomov, sono cadute nel vuoto.
Questo è un piccolo studio sui risuonatori, giusto per comprendere come il timbro stesso di una voce possa modificarsi. Anche il parlato è semplicemente il frutto di abitudini
https://www.youtube.com/watch?v=RlehHgOCQyA

Ci sono risuonatori palatali, nasali, dentali, laringei, soffiati, difonie, voci inspirate, false corde, kargira, ultragravi, fischio laringeo eccetera

Non sono affatto d' accordo su questi ultimi due commenti, per quanto si veda che tu ne capisca. E' giusto non divinizzare la foniatria, ma tu hai deciso di considerarla troppo poco. Diamo alle cose la giusta importanza. La discussione è utile perché è tra appassionati ed è come parlare di calcio ad agosto: un passatempo. Inoltre Aaron Tveit, Giuliano e molti degli altri che ho nominato sono grandi cantanti e chiunque lo capisce. Quanto alle mie registrazioni mi secca metterle, perché conosco la mia voce. Quello che volevo discutere è come " venga gestita" questa vocalità nel mondo. Nel canto lirico ad esempio ha dei limiti che nel canto pop e soprattutto nel musical non ha. Se ritenete la discussione inutile, potete anche non rispondere. E' ovvio che non basti vedere le corde per dire tutto di una voce, perché ci sono cavità, modalità di respirazione, tecnica, ecc, ma ridurre il canto ad una visione quasi induista mi pare improbabile: sia chiaro che parlo sempre col massimo rispetto, dato che comunque dimostri di sapere di cosa parli. Rispondo così perché il tuo tono, nonostante il " senza polemica", appare polemico come se io avessi profanato un tuo dogma ( solo parzialmente vero, perché la foniatria va tenuta da conto). Sono invece d' accordissimo sul fatto che al di là di ogni classificazione ogni vocalità sia soggettiva e personale.

Non ho mai abbracciato dogmi, di questo puoi essere certo. Del resto sei stato tu a dire che "Bublé è questo e non quello, perché così si è espresso Fussi". Ho messo in dubbio, semmai, questa fede assoluta. Comprendo quanto asserisci, ma per me non si è mai trattato di un "passatempo", né considero come tale la mia presenza saltuaria sul forum. Quanto ai "grandi cantanti", ho evidentemente una visione differente, e quel "chiunque lo capisce" mi sembra inutilmente pretenzioso. Infine, non mi interessa "dimostrare" nulla: in questo senso potrei giocare altre carte, tirare fuori come scheletri nell'armadio quello che qualcuno ha scritto sul mio lavoro, carte e scheletri che neanche tiro fuori, e tutto il mio approccio ha per necessità rigettato -se non sputato su- ogni riconoscimento. Se posso offrire qualcosa bene, del resto non credo di potermi né dovermi occupare. Ribadisco il "senza polemica", e difatti sono stato appresso al discorso per un po', pur non condividendone già i presupposti, e mi riservo di tirarmene fuori, anche solo temporaneamente, spiegando (malamente, ma tutte le spiegazioni vengono malamente) la prospettiva che mi ha riguardato e mi riguarda. Ti mando un abbraccio, da Persona a Persona, non da "appassionato di calcio ad agosto" Smile

@sèlavy ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

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@sèlavy ha scritto in Baritono chiaro, tenorizzante, brillante, leggero, baritenor:

Magari sciamanesimo
è un fenomeno molto più interessante, anche nella cialtroneria, che fa parte della rivelazione –o svelamente continuo, in divenire!- dell’apparenza.

Per me la vocalità ha a che fare con gli abissi, col mistero, la lucida percezione di un altrove; è un lavoro sciamanico, sì. Quindi le figure citate mi interessano poco, presto orecchio, ma solo quello, laddove immagino sicuramente tanto altro.
Spesso questo confronto risulta sterile e si perde nel vuoto, il rischio è quello della vetrina, della fiction, della chiacchiera -la rete poi illude che tutto si possa trovare, incontrare, padroneggiare, in effetti senza spostarsi davvero- della definizione, che è il contrario dell’apertura necessaria a un autentico studio (io sono questo, tu quello, ma se Tizio arriva qui e fa questo allora Caio dovrebbe ecc.).
Per questo dico che il meglio che io possa offrire è nel mio lavoro, che in parte, seppure disordinato, mutilato ecc., è fondamentalmente reperibile su Youtube –almeno per quanto riguarda l’audio.
Anche sul forum ho fornito spesso e volentieri delle esemplificazioni; che naturalmente, a parte gli interventi attenti di Oblomov, sono cadute nel vuoto.
Questo è un piccolo studio sui risuonatori, giusto per comprendere come il timbro stesso di una voce possa modificarsi. Anche il parlato è semplicemente il frutto di abitudini
https://www.youtube.com/watch?v=RlehHgOCQyA

Ci sono risuonatori palatali, nasali, dentali, laringei, soffiati, difonie, voci inspirate, false corde, kargira, ultragravi, fischio laringeo eccetera

Non sono affatto d' accordo su questi ultimi due commenti, per quanto si veda che tu ne capisca. E' giusto non divinizzare la foniatria, ma tu hai deciso di considerarla troppo poco. Diamo alle cose la giusta importanza. La discussione è utile perché è tra appassionati ed è come parlare di calcio ad agosto: un passatempo. Inoltre Aaron Tveit, Giuliano e molti degli altri che ho nominato sono grandi cantanti e chiunque lo capisce. Quanto alle mie registrazioni mi secca metterle, perché conosco la mia voce. Quello che volevo discutere è come " venga gestita" questa vocalità nel mondo. Nel canto lirico ad esempio ha dei limiti che nel canto pop e soprattutto nel musical non ha. Se ritenete la discussione inutile, potete anche non rispondere. E' ovvio che non basti vedere le corde per dire tutto di una voce, perché ci sono cavità, modalità di respirazione, tecnica, ecc, ma ridurre il canto ad una visione quasi induista mi pare improbabile: sia chiaro che parlo sempre col massimo rispetto, dato che comunque dimostri di sapere di cosa parli. Rispondo così perché il tuo tono, nonostante il " senza polemica", appare polemico come se io avessi profanato un tuo dogma ( solo parzialmente vero, perché la foniatria va tenuta da conto). Sono invece d' accordissimo sul fatto che al di là di ogni classificazione ogni vocalità sia soggettiva e personale.

Non ho mai abbracciato dogmi, di questo puoi essere certo. Del resto sei stato tu a dire che "Bublé è questo e non quello, perché così si è espresso Fussi". Ho messo in dubbio, semmai, questa fede assoluta. Comprendo quanto asserisci, ma per me non si è mai trattato di un "passatempo", né considero come tale la mia presenza saltuaria sul forum. Quanto ai "grandi cantanti", ho evidentemente una visione differente, e quel "chiunque lo capisce" mi sembra inutilmente pretenzioso. Infine, non mi interessa "dimostrare" nulla: in questo senso potrei giocare altre carte, tirare fuori come scheletri nell'armadio quello che qualcuno ha scritto sul mio lavoro, carte e scheletri che neanche tiro fuori, e tutto il mio approccio ha per necessità rigettato -se non sputato su- ogni riconoscimento. Se posso offrire qualcosa bene, del resto non credo di potermi né dovermi occupare. Ribadisco il "senza polemica", e difatti sono stato appresso al discorso per un po', pur non condividendone già i presupposti, e mi riservo di tirarmene fuori, anche solo temporaneamente, spiegando (malamente, ma tutte le spiegazioni vengono malamente) la prospettiva che mi ha riguardato e mi riguarda. Ti mando un abbraccio, da Persona a Persona, non da "appassionato di calcio ad agosto" Smile

Mi dispiace... Non volevo che la conversazione finisse così, ma non è stata una mia scelta questo clima di disaccordo, che comunque rimane nell' ambito di una seria educazione. Mi rendo conto che ne capisci, semplicemente non siamo d' accordo su alcune cose. Grazie per aver commentato e avermi offerto un' idea di quello che pensi, comunque Smile Posso capire che tu la prenda seriamente, ma fino a un certo punto. In realtà non so darti né torto, né ragione su molte cose che hai detto. Le uniche due cose su cui sono in palese disaccordo sono: 1) Se uno ha un timbro chiaro naturale ( che si mantiene con lo studio della tecnica) e non ottenuto con innalzamenti della laringe, uso strano delle cavità, ecc. può essere un baritono, ma chiaro. Mentre tu dici che Bublè fa un uso strano delle cavità a me sembra molto naturale ( a prescindere da Fussi dico ciò). Poi giustamente tu mi hai portato esempi di Broadway e probabilmente hai ragione, ma li c'è una tecnica diversa; 2) La foniatria non è la verità assoluta, ma è da tenere in considerazione. Se sei alto 1,70 non è detto che tu non possa essere un bravo giocatore di basket, ma hai delle caratteristiche anatomiche che ti favoriscono in alcune cose e ti sfavoriscono in altre. Ti ripeto: grazie ancora per aver scritto. Il tono polemico non è partito da me, né tantomeno voglio fomentarlo: evidentemente ho detto cose con cui tu normalmente sei in palese conflitto e che consideri inesatte e forse ti sei persino mantenuto nel rispondere xD
Citare i tuoi lavori è un orgoglio giusto basato sul proprio operato, ma io trovo che questo sia "pretenzioso" ( o meglio poco modesto), non dire che cantanti che hanno venduto dischi a bizzeffe siano bravi. Ti posso assicurare che dicevo solo mia e che non ti guardavo con aria di superiorità, anche perché se faccio una domanda è perché sono ignorante e sono nuovo del forum. Giustamente combatti gli schemi e hai ragione a farlo, ma io penso che dello schema uno deve fare un uso saggio: utilizzarlo quando serve, sapendo che è un' astrazione. Un' ultima domanda che voglio farti, giusto per capire il tuo punto di vista, è: perché secondo te quei cantanti non hanno una grande tecnica (parlo in particolare di Aaron e Sangiorgi)?

Ciao di nuovo Stonato, da parte mia non c'è mai stata polemica e io sono in parte d'accordo con te, in parte con Selavy. Nessuna trascendenza di tipo religioso per me, sono in lieve disaccordo infatti su che gli sciamani siano meglio, ma dipende anche da cosa si intende, di certo Selavy non elogia i ciarlatani, però sì, non c'è da fare tutta questa polemica solo perchè non si è d'accordo con le classificazioni, al punto da dire che non vale la pena discuterne, visto che si tratta di una semplice curiosità, come le avevo anch'io una decina di anni fa quando mi sono avvicinato all'espressione del canto in maniera più approfondita.
Penso che Stonato sia curioso dei diversi timbri e delle specificità personali, senza negarne gli infiniti, cerchiamo di vedere il discorso in senso positivo.
Ma si può illustrare i e il perchè, spiegare come abbiamo fatto che le categorie siano spesso relative. E lo scuro o chiaro, dipende spesso più dalla spaziosità, in posizione neutrale, si intende delle cavità laringee. Parzialmente influenzate dalla lunghezza delle corde vocali (corde corte si correlano più frequentemente a laringi ampie, viceversa per corde lunghe). Solo in parte dalle corde in sè e di per sè stesse.
Quindi sì, anche se molti baritoni hanno cantato da tenori, viceversa, etc, mezzosoprani da soprani. In ogni caso un Titta Ruffo forse poteva anche cantare benissimo un Nessun Dorma, ipotizzo, ma se aveva corde grosse, rimaneva un baritono, con altre risonanze, altri centri, passaggi etc. A parità di atteggiamento etc.

Non bisogna confondere ruolo e tessitura con tipologia vocale, anche se spesso c'è una sovrapposizione, ricercandosi le voci più vicine a tali tessiture.
Sono d'accordo, un baritono per avere un suono chiaro, dovrebbe cantare con una combinazione variabile, di laringe alta (relativamente parlando), twang molto pronunciato, vocali strette o molto aperte - chiare, secondo i casi più cricotiroideo (il tensore della corda, quindi corda distesa invece che contratta) e meno massa vocale relativamente all'estensione cantata.
Ma mi sembra strano appunto che tale artificio sia messo in atto da qualcuno come Bublè che vuole cantare tra le altre cose tributi a Sinatra. Anzi al contrario potrebbe forse scurire di più, ma non lo fa, forse proprio per rimanere un po' sè stesso, diciamo.
Qualcuno mi diceva, su Musicoff che fa qualcosa di simile Josh Turner, un cantante country abbastanza basso come voce, ma che schiarirebbe per suonare meno "lugubre".
Credo che per Sèlavy sia invece una voce centrale come molte, tendente al basso, e che per i bassi sotto Mi1 ha imparato a usare strohbass molto bene, ma non voglio mettergli in bocca nulla.
Mi interessa Giuliano e non conosco ancora Aaron Tveit, ora intendo ascoltarlo.
Dici che Giuliano non è in voce piena dopo Sol#3? Mi sembra che usi dappertutto una specie di voce lamentosa e semi graffiata, come se però il graffiato fosse uno yodel incompiuto che usa per aggiungere un livello di rumore, mentre il falsetto lo usa quando invece decide di lasciar compiere lo yodel.
Non conosco bene tutto il suo repertorio e sarei curioso di capire se a tuo parere usa anche una voce in registro leggero pieno, cioè senza aria anche se più o meno graffiata, compressa o controtenorile o al contrario contigua alla voce "piena" in un continuum in cui da una parte abbiamo il falsetto e dall'altra la voce muscolare.
C'è una vecchia discussione su di lui https://www.forumcanto.com/topic/7590 , ma troppi puristi che si limitano a dire quanto sia poco tecnico senza aggiungere molto al discorso e ai meccanismi.
A volte si confonde la tecnica con l'accademicità, invece di guardare gli effetti di Giuliano e chiedersi come poterli riprodurre in modo controllato senza farsi male, vero scopo, a mio parere, della tecnica. Che poi Giuliano ne avesse pieno controllo e avesse o meno capacità di scelta o alternative nell'uso di tali espedienti, è un altro discorso.
Come chiedersi se Ramazzotti può controllare la nasalità, però la si può ottenere, volendo, in modo sicuro, soprattutto se non ci sono altre tensioni inutili.
Matte, un utente che ora non posta più e che secondo me ha grandi potenzialità ha detto che è come il bambino che cercando di fare l'occhiolino, contorce tutta la faccia Very Happy.
Scusami però se un cantante può vendere anche moltissimo pur non essendo tecnicamente abile, oppure come Albano, musicalmente poco inventivo. E non parlo di complessità, ad esempio si capisce che Bill Watterson, il disegnatore di Calvin e Hobbes, sa disegnare nonostante lo stile semplicissimo, che sceglie intenzionalmente. Questo non significa che una voce meno educata possa non essere interessante. Il mio approccio è ultimamente, guardare cosa riescono a fare bene o come riescano a "cadere in piedi" voci poco educate. La tecnica è un mezzo, semplicemente.
A presto a tutti e a te Stonato, sperando che il clima si distenda con le eventuali incomprensioni, ribadendo che sei benvenuto.

Sulla foniatria, devo precisare, a me interessa molto, fin troppo Very Happy. Quando parlavo di limiti preventivi, mi riferivo forse ad a stralci dell'articolo di Fussi sui registri, ma rimangono osservazioni poste umilmente rispetto ad una disamina, che conserva la sua generale esattezza nel complesso, specialmente considerato il periodo dei primi anni 2000. Per esempio non mi sembra che M1 e M2 essendo principalmente profondità di vibrazione cordale siano sempre così nettamente delimitati tipo yodel anche se di certo gran parte della fonazione si gioca su queste due masse principali.
E forse il famigerato stop closure damping era semplicemente M2 "misto" con forte adduzione, oppure una transizione graduale verso il fischio nelle note acute.
Ma non vuole essere una critica ad un lavoro dettagliato e scrupoloso come il suo, anzi tra le altre cose è proprio quell'articolo di "La voce artistica", che a contribuito a spingermi a sperimentare e indagare ulteriormente.

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