Salve a tutti, studio canto lirico da 8/9 mesi, non riesco ancora ad affrontare la zona di passaggio(tenore lirico leggero), più volte mi succede che qualsiasi nota che faccio mi sento di impiccarmi, un mesetto fa' avevo una sensazione di apertura delle costole laterali che mi dava quando cantavo una sensazione di benessere. Adesso invece mi sento molto stretto e contratto. Secondo me non avendo fatto più esercizi per il fiato e pochi vocalizzi, ho perso la capacità di prendere fiato e di gestirlo, secondo voi è possibile?. Il mio maestro mi dice sempre di abbassare il diaframma quindi più appoggio e dare un piccolo colpo con gli addominali bassi soprattutto quando sto per raggiungere le note acute, il problema che il diaframma si abbassa ma non si allarga ovvero non si stira come la pelle di un tamburo. Ci sono esercizi per cercare di risolvere questo problema? Grazie

Ciao Smile allora per sperimentare un po' e rimetterti in carreggiata con la voce io ti consiglio di provare a spingere il muro con le mani all'altezza del petto e larghe quanto le spalle, quando sei prossimo all'acuto complicato e per tutta la durata di esecuzione della frase complicata!
Vedrai che la tua voce probabilmente sarà subito molto più appoggiata, allenati poi alternando spinta al muro e senza il muro, solo pensando di spingerlo.
Facci sapere. Buon lavoro Smile

Il diaframma sale in caso di emissione, in genere quando stai per prendere una nota acuta sì, bilanci maggiormente a favore degli espiratori e contrasti meno la risalità del diaframma, perchè la resistenza è maggiore, quanto però, dipende dal registro o spessore cordale che opponi, con corde molto grosse che premono le une sulle altre la compressione e la resistenza è maggiore.

Grazie per le informazioni, il mio problema è che anche nel registro medio mi sento strozzarmi come se il mio fiato finisse. Adesso vi chiedo è probabile che esercitandomi poco ho perso quell'allargamento intercostale che mi faceva stare bene? È po è possibile che in 8 mesi non ho acquistato un po' di appoggio?

Ciao sito, volevo solo riportare l'attenzione sull'esercizio del muro che ti ho indicato. Ti chiarirà molti dubbi, facci sapere al riguardo. Wink

per chi è vecchio del forum, sono tornata - ero magnolissima.

io sconsiglio ampiamente le manovre di forza (spingere contro muri, pianoforti e altro). per il semplice motivo che non corrispondono automaticamente a un suono MORBIDO poiché appoggiato, come deve essere il suono lirico, ma a un suono muscolare, di fibra. a maggior ragione se si tratta di una vocalità lirico leggera.

meglio lavorare da subito e senza mezze misure in morbidezza, cercando il maggior colore possibile ma non il volume, dimenticandosi di portare i suoni ''davanti'' - se il meccanismo respiratorio è giusto e i risuonatori ben usati, il suono si piazza dove deve essere per viaggiare in teatro e superare l'orchestra, senza spinte avanti.

un consiglio: non prendere mai gli esercizi come automatismi, che meccanicamente e per magia faranno divenire il suono bello morbido aereo non ingolato non spinto etc. MA sentire il proprio corpo e le proprie sensazioni. altrimenti si è solo un oggetto in mano del maestro, ma senza maestro non si riesce a far nulla.

la prima cosa è : parla col tuo maestro, e se nell'arco di due o tre mesi massimo, non riesci a uscire da questo problema, consulta un foniatra, che potrà individuare anche eventuali problemi posturali tuoi, indipendenti dal canto e dai maestri.

visto che insegnare canto via forum è impossibile, mi limito a suggerire dei piccoli esercizi di consapevolezza del fiato. ricorda sempre che la cosa fondamentale è che tu percepisca te stesso, anche perché sul palcoscenico non è possibile ascoltarsi, e le uniche ancore di salvezza sono le proprie sensazioni, metabolizzate e automatizzate da tempo.

su un materassino da yoga (o un asciugamano ben piegato etc... devi stare comodo) mettiti in ginocchio, col sedere sui talloni e allungati in avanti, con i gomiti a terra - più o meno così http://nataliacoretraining.com/asana-day-balasana-childs-pose/ .

da questa posizione, con il collo rilassato, chiudi gli occhi e senti dove va il tuo respiro. con calma, cerca le sensazioni respiratorie sulla tua colonna vertebrale, senza escludere nulla - dal coccige fino alla cervicale. e cerca di accentuare queste sensazioni, piano piano riempiendoti di più - ma non troppo, non devi avere la sensazione MAI di essere ingolfato.

questa è la base, è il tuo respiro. non c'entra la pancia (si muove per conseguenza, rispetto alla muscolatura posteriore).

fai questo esercizio ogni giorno. puoi anche cambiare posizione, l'importante è non stare rigidi e non contrarre gli addominali. vai sempre a cercare le sensazioni respiratorie, sulla schiena.
puoi ad esempio stare seduto, mettendoti a metà sedia, con le gambe lievemente allargate e riversando il busto su di esse. testa morbida, braccia che cadono giù. bocca aperta e mandibola rilassata (verrà lievemente avanti, lasciala libera), lingua abbandonata. espira, poi inspira e sentirai che si apre tutta la fascia posteriore costale . dopo qualche respirazione (non forzata), puoi emettere dei suoni liberi, non lirici. cerca la tua voce, in questa posizione scoprirai qualcosa di interessante

Wink

Ben tornata Magnolissima Very Happy e grazie dei consigli. Sentivo la tua mancanza.
Ma che è successo all'impaginazione del sito? Non ci sono più le pagine, ma viene fuori tutto in un unico lungo "papiro" Laughing .

uhm boh. cioè a me esce bene... Confused

Nel senso che negli argomenti vedi i numeri di pagina? Hai presenti poi i numeri nell'anteprima dei topic (per dire puoi cliccare direttamente sulla prima, terza pagina o le ultime)? Ecco io non vedo più nemmeno quelli.
Tu quindi li vedi?

mmmm sì. tipo qui c'è una sola pagina. nell'indice generale me ne dà due sole.

questo video è un bell'esempio di quanto il non-controllo muscolare sia positivo per la voce Wink https://www.youtube.com/watch?v=BJTMB_yjjKQ

Io credo che,come nella boxe e arti marziali, è "proprio" l automatismo che ti aiuta.. poi 'regoli" con cuore,cervello,emozioni..
Si deve davvero avere un riflesso istintivo, dopodiché si lavora sulla intenzione..
Sempre che si parli di pezzi propri e non di " karaoke o cover.."
Perché francamente,farsi il mazzo sul canto,per fare canzoni di altri..mi sembra ,non dico strano,ma molto limitato..
Quando guidi,fai l amore,tabelline!!!!,poesia..usi l automatismo!!!!!
Poi lavori sullo stato d animo..
L automatismo è solo un mezzo.. Non certo il fine....
Ma è solo la mia esperienza..

@magnoliagì ha scritto in Appoggio e laringe alta:

questo video è un bell'esempio di quanto il non-controllo muscolare sia positivo per la voce Wink https://www.youtube.com/watch?v=BJTMB_yjjKQ

Non capisco bene se lei però faccia implicitamente riferimento anche ai muscoli laringei, oppure solo a tensioni inutili nel resto del corpo e costrizioni della gola.
Ad un certo punto Di Donato parla di quando le capito di steccare dei Si4, se non erro, nota comunque alta per un mezzosoprano, ma tant'è. Da quanto sembra il problema era questo "grip", il tirare per contrastare la stecca e il finire per caderci per via della tensione.
Vedo in questo un aspetto laringeo, magari il tirare su il meccanismo pesante o comunque impedire l'alleggerimento necessario ad una nota cosi alta in quanto non si sa come dare altrimenti appoggio e risonanza.
Quindi lasciare andare, perchè serve pressochè soltanto il cricotiroideo in queste note?

Il video ci mostra però anche come l'impegno diaframmatico non deve significare paralisi.
Forse si può applicare anche a stili che usano più twang e compressione (non troppa, però) e tirano un po' più su il meccanismo pesante, in pratica il belting?

Mi piace il timbro e la gestione della voce della cantante, seppure i cambi di meccanismo e di timbrica sono individuabili quà e la ed è tipico delle vocalità liriche femminili più che maschili, secondo me, per frasi con volume maggiore portare il misto un po' più in alto, almeno a un Sib3, aiuterebbe ad eliminare stacchi timbrici di registro Wink. Ma è davvero il meno quando c'è una gestione così precisa e senza sforzo del registro acuto leggero.

@oblomov
facciamo una discorso generico (io non sto nella testa della Di Donato).

E' possibile cantare a livelli professionali senza alcun riferimento esplicito alla muscolatura laringea, bensì controllando tre elementi: intonazione, qualità del suono, comprensibilità del testo. Si è fatto per tre secoli, si può fare ancora.

Quando gli antichi dicevano ''solo chi ben respira, ben canta'', intendendo la completa gestione della inspirazione e della espirazione, senza contratture del corpo, non facevano altro che liberare la laringe da costrizioni inutili - tipica è quella che si attua quando si vuole aggiungere volume e padroneggiare le dinamiche. Niente di più sbagliato. Tutte le volte che si pensa di agire direttamente sulle corde, il suono non è completamente libero (dove libero, vuol dire che riesce a prendere tutte le sue armoniche, il suo timbro, e a 'viaggiare' nel teatro - non solo di punta né solo di rotondità; è l'esperienza che si ha, in teatro, all'ascolto di vocalità molto ben messe, che paiono riempire lo spazio di suono senza una direzione precisa: si dice fosse peculiarità della Callas, io ho avuto modo di ascoltarlo in altre artiste per ovvi motivi d'età).
L'esperienza del Si4 steccato è quella che ogni cantante lirico ha provato (almeno una volta), nel cercare di 'controllare' muscolarmente il suono in una tessitura non facile (mettilo più avanti, no più indietro, no spingi questo, no tira quell'altro), mentre dovrebbe limitarsi a fare molto meno - solo il controllo respiratorio, e un controllo prima esterno (maestro di canto, pianista) e dopo interno (apprendimento consapevole) della correttezza del suono. Anche in una tessitura centrale, meno si fa affidamento sui meccanismi e sulla gola più la voce risuona.
questo, vale per il canto operistico e cameristico.
In linea generale, padroneggiare la respirazione consente di avere un buon appoggio-sostegno, cosa che permette (per tornare al post originario) di tenere la laringe più tranquilla.

Ciao, Magnolia. Reintervengo volentieri se ti fa piacere e, sì condivido. Non dimentichiamo che tutto, anche secondo me, deve essere a filo di fiato e di appoggio e costruito su queste fondamenta, dalla lirica al belting stile musical, queste fondamenta possono partire "velate", ma è ben diversa da un suono arioso e poco strutturato, vi si può infatti aggiungere volume e risonanza senza soluzione di continuita, sulla stessa posizione, se ho ben capito. Tali risonanze e vocali saranno diverse a seconda dello stile. E' una voce del tutto libera.
Il belting mi fa pensare al teatro, sì può essere una voce verista con vocali parlate, senza il coperto lirico, ma non deve essere ingolata.
Se davvero belting fosse sempre tirare su di petto, penso che le note acute maschili La3 e Si3, sarebbero sempre contratte e berciate. A volte lo sono, ma non sempre.
E' vero che non si deve intervenire direttamente sulla laringe, però ho un dubbio. Piuttosto che parlarti di mie speculazioni te lo chiedo.
E' vero, nell'appoggio c'è la risposta implicita all'equilibrio muscolare richiesto, questo bilanciamento dell'emissione del fiato con il diaframma e la spinta addominale che fanno da contrappeso, contando che il diaframma tende già a risalire, il diaframma contraendosi si abbassa e i muscoli addominali lo spingono verso su. A sua volta la somma di queste forze deve bilanciarsi con l'impedenza cordale, che è vero di certo appoggiando non deve essere eccessiva.
Però, mi spiego non è possibile avere un perfetto appoggio con un'adduzione non sufficiente a sviluppare energia sufficiente?
Sappiamo che esistono le dinamiche di volume ed i pianissimo, i crescendi e la messa di voce. Se non facessimo nulla a livello cordale non finirebbe che dovremmo aumentare il volume spingendo di più? Ciò è evidentemente scorretto.
E' possibile invece che dobbiamo usare più massa vocale per l'altezza in questione. Avremo a parità di velocità del fiato più impegno diaframmatico. Certo, prima di tutto guardiamo anche la risonanza, anche'essa è parte del controllo del volume. Anzi di regola cerchiamo la massa vocale solo in ultima istanza, soprattutto in acuto.
Sono stato un po' ingeneroso, forse nel ritenere che questa bravissima cantante abbia evidenti stacchi di registro. Potrebbe essere un semplice fatto acustico dello stile operistico.
Speculazioni foniatriche mi avevano nell'ultimo anno indotto a credere che i meccanismi laringei fossero nettamente separati, sia pure ognuno con le sue dinamiche, le quali consentivano di mascherare la transizione. Ma all'interno di un canto appoggiato essi dovrebbero essere collegati ed intersecati, dico bene?
Certo molto di questo condizionamento nasce dal fatto, nell'opera, di dare un tetto preciso agli acuti possibili dei maschi, soprattutto bassi e baritoni e non le femmine. E chiamare quello che è voce di testa per le donne, falsettone rinforzato nei maschi.

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