Rapporto inevitabile Psicologia - Voce

Salve,
inizio sperando che di questo tema non se ne sia mai parlato. Utilizzando la funzione "cerca" a quanto pare è la prima volta che viene trattato in maniera diretta.
Molto spesso la mia insegnante mi rimprovera poichè sente la mia voce affaticata, tirata, non proprio in ottima salute.
Sono al 4° anno di studio del canto lirico e negli ultimi due sto avendo questi problemi sempre più spesso.
Esercito abbastanza la mia voce per tenerla allenata, ma ultimamente di testa non sono abbastanza serena.
Mi chiedo: perchè la nostra voce dipende dal nostro umore, dal nostro stato d'animo? E' una parte del corpo, ma come mai non riusciamo a "mascherare" il più delle volte il "negativo" presente nella nostra mente?
Ringrazio anticipatamente per la risposta.

Mi chiedo: perchè la nostra voce dipende dal nostro umore, dal nostro stato d'animo? E' una parte del corpo, ma come mai non riusciamo a "mascherare" il più delle volte il "negativo" presente nella nostra mente?
Ringrazio anticipatamente per la risposta.[/quote

Io trovo che la voce che normalmente viene data molto per scontanta, sia in realtà qualcosa di meraviglioso e allo stesso tempo misterioso! Quanto tempo e dedizione per imparare a conoscerla a fondo! Se solo pensi a come la voce possa esprimere le nostre emozioni è normalissimo che sia collegata col nostro stato emotivo.. se così non fosse la nostra voce sarebbe uno strumento impersonale e sterile. Ovviamente c'è il rovescio della medaglia nel senso che quando siamo emotivamente un pò giù o abbiamo delle preoccupazioni, la voce lo esprime. Quando emettiamo un suono o cantiamo c'è dietro tutto un lavoro muscolare i cui impulsi partono dal cervello e se siamo giù di tono mentalmente lo siamo anche muscolarmente.. siamo un pò scarichi e non riusciamo a metterci energia.. non abbastanza. Poi penso sia anche una cosa soggettiva nel senso che ci sono persone che riescono a tenere più a bada l' emotività di altre mentre altre
sono più sopraffatte dallo stato emotivo, molto dipende anche dal nostro vissuto. Può capitare che lo studio del canto vada a sbloccare qualcosa anche a livello inconscio.. é un argomento molto complesso!! Per me sbloccare la voce è stata una sorta di terapia pensa che nel primo periodo mi capitava di arrivare dall' insegnante e prima che uscisse la voce mi uscivano le lacrime!
Comunque nonostante sia inevitabile che psicologia, o meglio emotivita', sia collegata alla nostra voce, non significa che si debba soccombere ogni qualvolta emotivamente non siamo al top, e' possibile imparare a gestire la nostra voce anche nei momenti no.. io personalmente mi concentro maggiormente sull' aspetto tecnico perche' sicuramente quello che non funziona e' li'.. l'umore negativo o la preoccupazione sicuramente o mette in tensione o blocca la muscolatura a vari livelli o da' degli input sbagliati ma va sempre ad influire sull' aspetto tecnico.. spero di essermi spiegata abbastanza Rolling Eyes

Quanta verità!

Anche io SPESSISSIMO ho la voce che va a giornate.
Facciamo un esempio? Ho registrato qualche settimana fa una prova di Caught in the balance dei Toto, e non riuscivo ad arrivare bene alle parti alte, boh, sembrava di scalare l'olimpo.

Oggi, è tutto il giorno che faccio sirene Do3-Do4 di continuo e sto cantando il ritornello di caught in the balance senza il minimo sforzo.

E allora mi chiedo: perché un giorno mi sembra impossibile fare qualcosa con la mia voce, mentre il giorno dopo mi esce come nulla? Dipende dalla condizione delle corde vocali? Dipende da quanto tardi mi sono alzato la mattina? Dipende da quanto sono di buon umore?

Veramente, a volte anche a me viene da piangere. Ma non mi viene da piangere quando non riesco a fare una cosa, ma quando ci riesco! Ovvero, quando non arrivo a un La3 come si deve mi demoralizzo sì, ma è proprio quando riesco ad arrivarci bene che penso "c****, ma COME è POSSIBILE che ora mi riesca mentre l'altro giorno no?!" ed è VERAMENTE frustrante.. Mi sembra quasi di usare uno strumento diverso ogni giorno.

Vorrei anche io trovare una soluzione a questo problema...

La soluzione sta nel capire cosa non va al livello praticamente di meditazione interiore...chiede proprio al nostro corpo cosa nn funziona e ascoltarne la risposta sottoforma di tensioni da qualche parte nel corpo, malesseri, o cambiamenti d'umore, fare una scansione di se completa e accurata, prendere coscienza di paure ed emozioni che si provano ed usarle per andare oltre.
E quando una cosa riesce ed é corretta...continuare assolutamente a farla per abituarsi.

Prima di cantare o anche di riscaldarsi sbloccate il diaframma e la gola con stiramento dei muscoli del collo e per esempio io anche faccio un es che mi aiuta tantissimo a sbloccare tutto e a buttare fuori...con una respirazione veloce ma profonda che parte dal basso e con le mani e le braccia dritte davanti a se le gambe leggermente piegate e allargate al livello delle spalle e la schiena comodamente dritta faccio un po' di torsioni del busto veloci a destra e sinistra per sbloccare il diaframma poi rimanendo in posizione e mettendo le braccia alte come per reggere il soffitto e la testa dritta emetto una E comodamente alta che parte dal diaframma, bella sostenuta ma non spinta.... e mantengo fino a fine fiato sfoga a bestia Però....e infine vado giù con il busto sempre mantenendo le gambe piegate lentamente come per toccarmi i piedi e lascio cadere testa e braccia senza alcuna tensione...respiro come se l'aria provenisse dalla schiena....e dopo un minuto mi rialzo facendo leva sulle gambe e srotolandomi fino alla testa per utlima...ti dirò...io dopo mi sento stordito da quanto sono rilassato XD

Mentre cantate ricordate due trucchetti per non irrigidirsi almeno che funzionano con me sono MAI fermare il collo del tutto durante l'emissione di un acuto ma tenerlo in anche leggerissimo movimento...se lo fermo per me é finita...e poi piegarsi sulleginocchia leggermente come per sedersi comodamente su una sedia...mantenendo la schiena e il collo COMODAMENTE dritti senza pronunciare la pancia in fuori o il petto in dentro. E in ultimo cosa più complessa ma utile aprire la bocca un istante prima aver emesso la nota non prima...aprendo la bocca prima preparandola all'acuto ci si irrigidisce, aprendola un istante dopo si crea invece in automatico spazio di risonanza.

@guitar-guy ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

Quanta verità!

Anche io SPESSISSIMO ho la voce che va a giornate.
Facciamo un esempio? Ho registrato qualche settimana fa una prova di Caught in the balance dei Toto, e non riuscivo ad arrivare bene alle parti alte, boh, sembrava di scalare l'olimpo.

Oggi, è tutto il giorno che faccio sirene Do3-Do4 di continuo e sto cantando il ritornello di caught in the balance senza il minimo sforzo.

E allora mi chiedo: perché un giorno mi sembra impossibile fare qualcosa con la mia voce, mentre il giorno dopo mi esce come nulla? Dipende dalla condizione delle corde vocali? Dipende da quanto tardi mi sono alzato la mattina? Dipende da quanto sono di buon umore?

Veramente, a volte anche a me viene da piangere. Ma non mi viene da piangere quando non riesco a fare una cosa, ma quando ci riesco! Ovvero, quando non arrivo a un La3 come si deve mi demoralizzo sì, ma è proprio quando riesco ad arrivarci bene che penso "c****, ma COME è POSSIBILE che ora mi riesca mentre l'altro giorno no?!" ed è VERAMENTE frustrante.. Mi sembra quasi di usare uno strumento diverso ogni giorno.

Vorrei anche io trovare una soluzione a questo problema...

L' unica soluzione e' prendere maggiore consapevolezza di cosa fa il nostro corpo quando cantiamo.. quando sono a lezione riesco sempre a cantare gli acuti con meno fatica perche' gia' durante il riscaldamto l' insegnante sente se sto sbagliando qualcosa quindi correggendo tutti i difetti tecnici poi tutto viene meglio... anche se tu non studi con qualcuno puoi cercare di memorizzare le sensazioni che hai quando ti sembra di cantare bene e senza fatica.. sicuramente se impari a collegare i suoni ben emessi con le sensazioni corporee (tipo gola rilassata che si apre bene quando sali, muscolatura addominale ben tonica) ti verra' piu' naturale cercare quelle sensazioni che ti aiuteranno a cantare meglio e allo stesso tempo riconoscerai quelle sbagliate (tipo sensazione di sforzo, tensione o chiusura della gola, muscolatura poco tonica).
Come dice matte e' sempre consigliato un po' di riscaldamento vocale e muscolare prima di iniziare soprattutto se i brani sono impegnativi Wink

@perlina ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

@guitar-guy ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

Quanta verità!

Anche io SPESSISSIMO ho la voce che va a giornate.
Facciamo un esempio? Ho registrato qualche settimana fa una prova di Caught in the balance dei Toto, e non riuscivo ad arrivare bene alle parti alte, boh, sembrava di scalare l'olimpo.

Oggi, è tutto il giorno che faccio sirene Do3-Do4 di continuo e sto cantando il ritornello di caught in the balance senza il minimo sforzo.

E allora mi chiedo: perché un giorno mi sembra impossibile fare qualcosa con la mia voce, mentre il giorno dopo mi esce come nulla? Dipende dalla condizione delle corde vocali? Dipende da quanto tardi mi sono alzato la mattina? Dipende da quanto sono di buon umore?

Veramente, a volte anche a me viene da piangere. Ma non mi viene da piangere quando non riesco a fare una cosa, ma quando ci riesco! Ovvero, quando non arrivo a un La3 come si deve mi demoralizzo sì, ma è proprio quando riesco ad arrivarci bene che penso "c****, ma COME è POSSIBILE che ora mi riesca mentre l'altro giorno no?!" ed è VERAMENTE frustrante.. Mi sembra quasi di usare uno strumento diverso ogni giorno.

Vorrei anche io trovare una soluzione a questo problema...

L' unica soluzione e' prendere maggiore consapevolezza di cosa fa il nostro corpo quando cantiamo.. quando sono a lezione riesco sempre a cantare gli acuti con meno fatica perche' gia' durante il riscaldamto l' insegnante sente se sto sbagliando qualcosa quindi correggendo tutti i difetti tecnici poi tutto viene meglio... anche se tu non studi con qualcuno puoi cercare di memorizzare le sensazioni che hai quando ti sembra di cantare bene e senza fatica.. sicuramente se impari a collegare i suoni ben emessi con le sensazioni corporee (tipo gola rilassata che si apre bene quando sali, muscolatura addominale ben tonica) ti verra' piu' naturale cercare quelle sensazioni che ti aiuteranno a cantare meglio e allo stesso tempo riconoscerai quelle sbagliate (tipo sensazione di sforzo, tensione o chiusura della gola, muscolatura poco tonica).
Come dice matte e' sempre consigliato un po' di riscaldamento vocale e muscolare prima di iniziare soprattutto se i brani sono impegnativi Wink

Certo certo, il punto è questo, magari sento un irrigidimento del collo e della gola in un determinato giorno, ma non so come fare a SBLOCCARMI, mi sembra proprio di non poter farci niente!

Comunque dovevo iniziare lezioni di canto questo mese, ma per questioni di soldi le inizio a metà dicembre, finalmente Very Happy
Dovrò sacrificare le lezioni di chitarra ma... sento che il canto in questo momento è più importante.

@guitar-guy ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

Certo certo, il punto è questo, magari sento un irrigidimento del collo e della gola in un determinato giorno, ma non so come fare a SBLOCCARMI, mi sembra proprio di non poter farci niente!

Quello che dici succede a tutti e sopratutto a me xD non sei affatto solo...e credimi nn è impossibile risolvere queste tensioni...lo sembra come lo sembra il fare un acuto finchè non conosci il misto...
Basta sperimentare vari metodi di rilassamento e vari esercizi e trovare il proprio. e dopo se il sintomo persiste XD riscaldarsi con il BRR o RRR che sono riscaldamenti che forzano il rilassamento...in altre parole se per qualsiasi motivo le labbra non vibrano o la lingua non vibra c'è tensione...te ne accorgi, quindi ti rilassi di nuovo e rincominci...finchè nn viene tt rilassato...a quel punto insisti e continui.

poi quando sei in pubblico...eh lì devi avere grande conoscenza di te per autocontrollarti ma sempre comunque prima devi rilassarti e fare riscaldamento e se senti tensione...ti riscaldi con BRR e RRR

imparare a suonare uno strumento è difficile nell'insieme ma si tratta di abituarsi ad aumentare l'agilità di lettura e di uso dello strumento...il canto è un percorso ostacolato da emozioni, tensioni e paure alla scoperta di se.... non vedi cosa stai suonando e quindi non riconosci e non puoi associare da solo ad un determinato suono un meccanismo fisico.

Tutto quello che fai ha un feedback tocchi una corda, senti un armonica, premi un tasto, senti una nota...la voce ti dà invece solo il feedback senza dirti come ci sei arrivato...per capirlo devi scavare dentro di te.

voce e psiche sono connessi da innumerevoli connessioni fisiologiche, biochimiche, neurali.
soprattutto il diaframma è assolutamente collegato ai nostri sistemi simpatico e parasimpatico.
non prendere questo periodo come totalmente negativo, ma di maggiore comprensione di cosa accade nel tuo corpo.
di certo, la tecnica deve servire a farci funzionare anche quando non siamo al top, quando siamo usciti da un malanno ma abbiamo un impegno professionale, quando abbiamo appena divorziato e ci sentiamo degli stracci: ho ascoltato un concerto magnifico della Devia, al San Carlo, dopo due mesi scarsi che le era morto il marito, suo mentore e maestro! eppure era lì. sempre lei, fece una straordinaria Amenaide pochi giorni dopo una caduta. professionismo, tecnica, intelligenza. che ovviamente maturano con gli anni, eh Wink

però tutto questo è possibile perché c'è una consapevolezza straordinaria di sé e dei propri mezzi.

detto questo, parla apertamente con il tuo insegnante, e cerca di trovare un accordo: allentare la presa per un breve periodo potrebbe non essere negativo, se questo ti permette di non sviluppare anche tensioni relative al canto.
un'ottima disciplina - calmante, e indicatissima a causa della gestione respiratoria che prevede - è il Qi Gong oppure il Tai Chi.

se può aiutare anche gli altri: il ''ben respirare'' è il 50% del canto. il restante 50% comprende figurazioni, stile etc... mettete a posto il fiato e potrete anche fare a meno di parlare di note in misto, note in petto, note in testa etc - usciranno da sole e potrete imparare a 'maneggiarle', rinforzarle, diminuirle, filarle...

@guitar-guy ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

Quanta verità!

Anche io SPESSISSIMO ho la voce che va a giornate.
Facciamo un esempio? Ho registrato qualche settimana fa una prova di Caught in the balance dei Toto, e non riuscivo ad arrivare bene alle parti alte, boh, sembrava di scalare l'olimpo.

Oggi, è tutto il giorno che faccio sirene Do3-Do4 di continuo e sto cantando il ritornello di caught in the balance senza il minimo sforzo.

E allora mi chiedo: perché un giorno mi sembra impossibile fare qualcosa con la mia voce, mentre il giorno dopo mi esce come nulla? Dipende dalla condizione delle corde vocali? Dipende da quanto tardi mi sono alzato la mattina? Dipende da quanto sono di buon umore?

Veramente, a volte anche a me viene da piangere. Ma non mi viene da piangere quando non riesco a fare una cosa, ma quando ci riesco! Ovvero, quando non arrivo a un La3 come si deve mi demoralizzo sì, ma è proprio quando riesco ad arrivarci bene che penso "c****, ma COME è POSSIBILE che ora mi riesca mentre l'altro giorno no?!" ed è VERAMENTE frustrante.. Mi sembra quasi di usare uno strumento diverso ogni giorno.

Vorrei anche io trovare una soluzione a questo problema...

Si però tu da quand'è che studi?
C'è gente che è tenore, e ancora cicca il la3 live (parlo tenuto), parlo di gente che ha studiato anche 2-3 anni e ancora si ritrova con un'estensione limitata rispetto le proprie possibilità.

Idem io che dovrei avere un sol3 facile, mentre delle volte esce così così (specie la mattina).
Purtroppo la psiche fa moltissimo, proprio per i motivi spiegati da Magnolissima, ma nel mio caso avendo alcuni personali da risolvere
è raro stare tranquillo e sereno. Di conseguenza anche acuti o suoni bassi escono non all'altezza delle mie aspettative.

Sto meditando di darmi al punk e al blues e di optare per un suon spinto e mettere un po' da parte la tecnica. Non intendo andare solo di gola e non appoggiare, ma inizio a pensare che risolvere bene il passaggio lasci il tempo che trova. Voglio un suono potente e naturale, non me ne importa nulla del la3, si3 e del do4. Preferisco cantare con spontaneità e grintà da la1 a sol3-sol#3, il resto non mi interessa, anche se con la mia nuova insegnante mi sono accorto che pposso anche beltare un la3 (parlo di belting puro, mi ha guidato lei) ma per gestire la zona fa3-sol3-la3 in belting ci vorrebbero mesi e mesi di studio. Forse sono pigro? Anche!

@matte ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

@guitar-guy ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

Certo certo, il punto è questo, magari sento un irrigidimento del collo e della gola in un determinato giorno, ma non so come fare a SBLOCCARMI, mi sembra proprio di non poter farci niente!

Quello che dici succede a tutti e sopratutto a me xD non sei affatto solo...e credimi nn è impossibile risolvere queste tensioni...lo sembra come lo sembra il fare un acuto finchè non conosci il misto...
Basta sperimentare vari metodi di rilassamento e vari esercizi e trovare il proprio. e dopo se il sintomo persiste XD riscaldarsi con il BRR o RRR che sono riscaldamenti che forzano il rilassamento...in altre parole se per qualsiasi motivo le labbra non vibrano o la lingua non vibra c'è tensione...te ne accorgi, quindi ti rilassi di nuovo e rincominci...finchè nn viene tt rilassato...a quel punto insisti e continui.

poi quando sei in pubblico...eh lì devi avere grande conoscenza di te per autocontrollarti ma sempre comunque prima devi rilassarti e fare riscaldamento e se senti tensione...ti riscaldi con BRR e RRR

imparare a suonare uno strumento è difficile nell'insieme ma si tratta di abituarsi ad aumentare l'agilità di lettura e di uso dello strumento...**il canto è un percorso ostacolato da emozioni, tensioni e paure alla scoperta di se....**non vedi cosa stai suonando e quindi non riconosci e non puoi associare da solo ad un determinato suono un meccanismo fisico.

Tutto quello che fai ha un feedback tocchi una corda, senti un armonica, premi un tasto, senti una nota...la voce ti dà invece solo il feedback senza dirti come ci sei arrivato...per capirlo devi scavare dentro di te.

QUello in neretto è il motivo principale per cui non si riesce a soddisfare le proprie aspettative.
Il resto lo quoto pure, però sirene, tongue trill, lip trill secondo me non ti danno la voce omogenea sempre e comunque, perchè puoi avere tutta la tecnica che vuoi ma se non riesci a gestire la tensione emotiva che sia un karaoke, una gara o un live sempre rischi di sbagliare.

Io purtroppo tolto il karaoke (dove stranamente mi permetto anche di strafare e a volte mi va di lusso) nelle gare o nei pochi live che ho fatto non sono mai riuscito a sfruttare più del 50-60% delle mie possibilità (che non sonno poi nulla di trascendentale).

Mi ritrovo oltre che con le tensioni e il passaggio non risolto anche con una voce ancora dritta sugli acuti e priva di vibrato (che esce nelle note basse e medie, ma non ne ho il controllo). Insomma come dice la mia insegnante sfrutto solo il 30% della mia voce ahahha Very Happy

@algarsinger78 ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

@guitar-guy ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

Quanta verità!

Anche io SPESSISSIMO ho la voce che va a giornate.
Facciamo un esempio? Ho registrato qualche settimana fa una prova di Caught in the balance dei Toto, e non riuscivo ad arrivare bene alle parti alte, boh, sembrava di scalare l'olimpo.

Oggi, è tutto il giorno che faccio sirene Do3-Do4 di continuo e sto cantando il ritornello di caught in the balance senza il minimo sforzo.

E allora mi chiedo: perché un giorno mi sembra impossibile fare qualcosa con la mia voce, mentre il giorno dopo mi esce come nulla? Dipende dalla condizione delle corde vocali? Dipende da quanto tardi mi sono alzato la mattina? Dipende da quanto sono di buon umore?

Veramente, a volte anche a me viene da piangere. Ma non mi viene da piangere quando non riesco a fare una cosa, ma quando ci riesco! Ovvero, quando non arrivo a un La3 come si deve mi demoralizzo sì, ma è proprio quando riesco ad arrivarci bene che penso "c****, ma COME è POSSIBILE che ora mi riesca mentre l'altro giorno no?!" ed è VERAMENTE frustrante.. Mi sembra quasi di usare uno strumento diverso ogni giorno.

Vorrei anche io trovare una soluzione a questo problema...

Si però tu da quand'è che studi?
C'è gente che è tenore, e ancora cicca il la3 live (parlo tenuto), parlo di gente che ha studiato anche 2-3 anni e ancora si ritrova con un'estensione limitata rispetto le proprie possibilità.

Idem io che dovrei avere un sol3 facile, mentre delle volte esce così così (specie la mattina).
Purtroppo la psiche fa moltissimo, proprio per i motivi spiegati da Magnolissima, ma nel mio caso avendo alcuni personali da risolvere
è raro stare tranquillo e sereno. Di conseguenza anche acuti o suoni bassi escono non all'altezza delle mie aspettative.

Sto meditando di darmi al punk e al blues e di optare per un suon spinto e mettere un po' da parte la tecnica. Non intendo andare solo di gola e non appoggiare, ma inizio a pensare che risolvere bene il passaggio lasci il tempo che trova. Voglio un suono potente e naturale, non me ne importa nulla del la3, si3 e del do4. Preferisco cantare con spontaneità e grintà da la1 a sol3-sol#3, il resto non mi interessa, anche se con la mia nuova insegnante mi sono accorto che pposso anche beltare un la3 (parlo di belting puro, mi ha guidato lei) ma per gestire la zona fa3-sol3-la3 in belting ci vorrebbero mesi e mesi di studio. Forse sono pigro? Anche!

@Magnolissima

Sono molto d'accordo quando dici che la respirazione è il 50% del canto, infatti mi accorgo sempre più spesso che tendo a respirare sempre meno e man mano che proseguo con un brano faccio sempre più fatica, arrivo magari ad una frase che non riesco a cantare, poi mi rilasso, e dopo 2 minuti di respirazione quella frase mi esce bene, questo vuol dire molto secondo me!

@algarsinger78

Considera che le lezioni di canto vere e proprie non le ho ancora iniziate, ma fidati, l'ho sentita la tua voce e ti posso assicurare che a me sembrava impossibile prendere un Sol3 le prime volte che provavo a cantare. Magari sono riuscito a "capire come fare" prima di te, ma non vuol dire niente, magari ho avuto più occasioni, ho trovato una scappatoia diversa. La tua voce ti permette di superarlo alla gande quel Sol#3, fottitene di tenori, tenori scuri, baritoni e baritoni chiari, la voce è una sola e non c'è una regola fissa.

Ma lo senti Khan quando canta? Ha dei bassi e dei medi molto marcati, eppure ti prende note da tenore con una scioltezza impressionante. Senza dubbio è un bravissimo cantante e non serve far paragoni, ma il fatto che lui ce la faccia con facilità è indice del fatto che non sono cose impossibili, per nessuno.

una ottima pratica quotidiana sarebbe svolgere 30 minuti di esercizi di sola respirazione - anche non continuativi, ma ad esempio fra un'attività e l'altra (se studiate o state molto fermi al pc, dopo la respirazione è incassata, tesa) - senza suono, in cui prendere coscienza del corpo.

l'unica cosa è che dovete partire sempre e solo dalla respirazione fisiologica, che poi sarà quella utilizzata nel canto.

gambe aperte ma non oltre l'apertura delle spalle, espiriamo tirando dentro la pancia, mantenendo le spalle bene aperte, il collo dritto e le ginocchia morbide.

inspiriamo sentendo la pancia che si gonfia, la curvatura lombare che si stende, il torace che si espande spontaneamente. non serve troppa aria, altrimenti si crea tensione.
rimaniamo così per qualche secondo, per sentirci e cercare una stabilità.

poi iniziamo ad espirare pronunciando la sibilante S, ritraendo la pancia in dentro come se volessimo appiccicarla alla colonna vertebrale, che nel frattempo mantiene il più possibile la sua estensione e non si ricurva, che tradotto vuol dire appoggio. le spalle sono sempre aperte e il collo dritto e libero.

deve esserci assoluta eguaglianza e corrispondenza fra la pancia che entra e il fiato che esce, poiché il suono è creato dal fiato in uscita e se il fiato si ferma, si ferma il suono e la gola si stringe.

è una consapevolezza gestionale facile a dirsi, ma che pochi in realtà hanno. si forma con l'esercizio costante... è qualcosa che facciamo per natura e proprio per questo non sappiamo gestirla se viene analizzata razionalmente.

mai andare in tensione, mai cercare il record di durata nell'espirazione Wink

è possibile far precedere questo esercizio da alcuni di riscaldamento , soprattutto per spalle e gambe che altrimenti richiano di bloccarsi in posizioni rigide.

sollevarsi sulle punte e poi andare sui talloni; torsioni del busto; alzare le braccia e poi spingerle il giù con le palme rivolte verso terra (come se stessimo nuotando dorso)... pochi movimenti, nessuna tensione, per riattivare circolazione e flessibilità muscolare di tutto il corpo Wink

Topic interessante, secondo me "studiare" canto non deve essere solo uno studio limitato all'aspetto tecnico della voce, ma qualcosa di molto più ampio che abbraccia la persona stessa nella sua totalità, è proprio un percorso di crescita interiore, della propria anima, di guardarsi dentro sotto tutti gli aspetti, poiché eliminando tensioni sotto questo aspetto, mentale, si eliminano allo stesso tempo tensioni sotto l'aspetto fisico, essendo mente e corpo un un'unica cosa, e allora ci si accorgerà ad esempio che l'essersi concentrati un'attimo su se stessi ed aver "abbandonato" la voce per un momento, ci porterà a colmare vuoti tecnici nell'emissione, magari a salire e scendere di 3 toni in più con leggerezza... il canto come diceva lauri volpi deve essere un'espressione dell'anima innanzitutto, una mente serena è supportata allo stesso tempo da un corpo in forma, il fisico obbedisce all'animo,gli accorgimenti tecnici fanno fino ad un certo punto ma quando il corpo non risponde bisogna guardare altrove non all'aspetto tecnico solamente, se il corpo non risponde è perché bisogna guardarsi dentro... eliminare quelle tensioni, quei blocchi che sono dentro la nostra mente, scavare nel proprio carattere e cercare di migliorarlo sotto tutti gli aspetti ecc... mia opinione personale Smile

è giusto Alexx infatti, le si diceva di rilassarsi per un periodo in modo da non aumentare lo stress anche per il canto. oltre al fatto che farsi troppe pippe (e qui sul forum ci se ne fa troppe... tipo voler cantare sapendo perfettamente i nomi dei gruppi muscolari, come se fosse fondamentale rispetto al prodotto musicale e preoccuparsi invece al minimo della musica) non serve.

non ci dimentichiamo però che lo studio della musica (della composizione, dell'analisi, dei respiri e degli accenti) e della tecnica in un percorso come quello del canto lirico non possono essere messi da parte per favorire ''l'emozione'' . sono ognuno un 33% di un 100 mai completo (ciò che è scritto, a volte lo è, se l'autore è un genio, ma il canto no, per fortuna) ma tre parti fondamentali, non ce n'è una che valga meno.

certo nel lirico, che secondo me è il "canto" per eccellenza, a differenza degli altri generi dove magari se stai bene con la voce e ti esce bene la voce puoi diciamo "improvvisare" un'impostazione tecnica vocale, o impostare la voce a tuo piacimento a seconda della tue emozione sul momento, nel canto lirico invece non basta che ti esce bene la voce o che stia messa bene, cioè si quella è già una grande parte perché altrimenti poi è difficile impostarla, però poi c'è bisogno appunto di un'impostazione tecnica apposita che ti permetta di non cantare come marco carta un nessun dorma. (non è per dire che marco carta non ha la voce ma appunto per sottolineare che c'è bisogno di un impostazione tecnica lirica della voce apposita per cantare la lirica che prescinde dal fatto che ti esca bene la voce al 100%)

nella leggera invece, se hai un fisico che ti risponde al 100% e la voce ti esce senza intoppi al 100% in bella forma, si fa "tecnica" da sola, cioè la tecnica la attui senza averla per forza studiata prima, puoi anche non avere un grande studio di tecnica alle spalle o addirittura non averlo per niente poiché la voce si supporta da sola, grazie all'orecchio, un'esempio sono i bambini la sera su rai uno che cantano perfettamente le più difficili canzoni di leggera che esistano, poiché hanno ancora un fisico(una mente semplice quindi) che glie lo permette.

Ma se questi stessi bambini e ragazzi "prodigio" dovessero cantare un nessun dorma, nonostante la loro voce sia al top, si sentirebbe la mancanza di impostazione propria della voce lirica perché nella lirica SERVE lo studio della tecnica.

Poi certo nella leggera lo studio della tecnica serve lo stesso per ovviare a questa mancanza della voce che un giorno funziona e l'altro no, ma l'ideale sarebbe prendersi cura di se stessi in modo da far "emergere" la tecnica che abbiamo già dentro di noi, poiché quella costruita da un risultato sufficiente e buono, ma non eccellente.

detto con i piedi ma spero si capisca Very Happy

leggera e classica sono tecniche basate su alcuni punti comuni e altri divergenti, o semplicemente più approfonditi nel caso dell' emissione classica (e mi riferisco alla capacità di rendere la voce uno strumento, passando per ogni tipo di figurazione).

la tecnica è un mezzo e deve essere il più possibile raffinato, specie oggi, ché non basta cantare 'di cuore' e tenere gli acuti perché il pubblico si emozioni. anche il canto 'di natura' va studiato, cioè si deve prendere sempre più consapevolezza dei propri meccanismi, che cambiano nel tempo. questo facevano i vari caruso e volpi e corelli e freni, che di fisiologia, anatomia e meccanica sapevano poco e nulla ma conoscevano l'importanza del lavoro quotidiano e della guida che solo il suono e la consapevolezza (coadiuvati da un maestro con gli attributi) possono dare.

del resto: a suono corretto corrisponde meccanismo respiratorio e adduttorio corretto.

oggi non si lavora più così, troppo spesso! o ci si lascia sedurre da manie di corrente scientista, oppure viceversa da quelle riguardanti le sensazioni dei singoli maestri che vorrebbero fossero universali. nel mezzo rimane la scuola antica, quella del suono, che pochissimi praticano.

lasciamo stare i bambini delle trasmissioni; la loro anima c'entra poco: sono imbrigliati in un tipo di emissione adulta, che non ha nulla a che fare con la reale voce bianca. molti ne pagano le conseguenze dopo, quando si trovano ad andare dai foniatri per curarsi, ma lasciamo stare...

Io penso che in ogni disciplina la tecnica sia sempre un aspetto fondamentale se non altro per avere il controllo di cio' che si fa, che si canti o si suoni o si dipinga la tecnica sara' sempre una marcia in piu'. Ovviamente, come dice magnolissima non e' tutto..un bravo pianista non suona solo con la tecnica..ci mette anche l' espressivita,' la musicalita', l' emozione ma non posso immaginare un pianista senza tecnica! E cosi' anche un cantante (se vogliamo paragonare la nostra voce a uno strumento) puo' rendere di piu' con una buona impostazione tecnica e avere sempre la consapevolezza di cio' che sta facendo e perche'.. proprio come il pianista non posso immaginare un cantante lirico senza una buona tecnica che lo possa accompagnare e supportare anche in momenti particolari della propria vita.
Sul canto leggero si tende a dare un posto piu' marginale alla tecnica perche' sembra che si puo' fare lo stesso.. ammetto che ho sentito persone che non hanno mai studiato cantare bene ma perche', per fortuna loro, lo fanno in modo per loro naturale, cosa che non e' per tutti cosi'. Io i "percorsi psicologici" li ho fatti ma non mi hanno insegnato a cantare!! Questo lo sta facendo la mia insegnante che mi ha insegnato e mostrato ifisicamente cosa deve fare il nostro corpo per cantare (non faccio lirica) e cosi' certe tensioni le ho sciolte solo sostituendo meccanismi sbagliati con altri corretti.. piu' sono consapevole dei meccanismi giusti e piu' me ne servo soprattutto quando ne ho piu' bisogno.
Cmq sono d' accordo che il canto puo' rivelare cose molto profonde di noi stessi ed e' buono ascoltarle e anche, se necessario, farsi aiutare per capirne i messaggi.

Magnolissima mi parleresti della scuola antica quella del suono che pochissimi praticano? Ci spostiamo dall' argomento...?

@ Perlina

Ti quoto però ci sono generi come il Punk e il Blues in cui si sentono voci istintive ed un modo istintivo di cantare (non necessariamente sono calanti o stonano anzi)...
Considera che graffiare, grattare, andare di gola e altre cose nei suddetti generi è presente. Inutile fare nomi famosi ma di voci sporche e che non sono impostate ne puoi trovare tante.
Idem nel Rock.

@algarsinger78 ha scritto in Rapporto inevitabile Psicologia - Voce:

@ Perlina

Ti quoto però ci sono generi come il Punk e il Blues in cui si sentono voci istintive ed un modo istintivo di cantare (non necessariamente sono calanti o stonano anzi)...
Considera che graffiare, grattare, andare di gola e altre cose nei suddetti generi è presente. Inutile fare nomi famosi ma di voci sporche e che non sono impostate ne puoi trovare tante.
Idem nel Rock.

Questi sono generi che conosco poco ma immagino sia come dici tu.. però mi chiedo (da inesperta) se cantassero veramente tutto sbagliato tecnicamente parlando per quanto tempo la voce gli reggerebbe?? Forse il loro approccio al genere è così istintivo(quindi naturale) che gli permette di cantare nei vari modi che tu hai citato ma senza danneggiare il loro apparato vocale... se torniamo al fatto che senza inibizioni o blocchi psicologici (se così li vogliamo chiamare) il nostro corpo saprebbe adottare da solo gli accorgimenti necessari per farci usare la voce come vogliamo, forse anche per questi cantanti è così (se mi fai qualche nome magari mi ascolto qualcosa)..e magari sto dicendo delle cavolate.. però io ho provato a fare Livin' on a prayer di Bon Jovi e non ci riesco a meno che a un certo punto non mi metto a urlare però poi mi fa male la gola e a lui no?? Vuol dire che qualcosa di diverso c'è nel modo di urlare..forse io che non ho "naturalità" nel canto sono rigida=la muscolatura non asseconda e loro sono più rilassati..

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