Ciao a tutti, sono nuovo di qua e quindi non so se avete già trattato l'argomento oppure no (non l'ho trovato in giro).
A me succede una cosa che non ho visto in molti cantanti, ovvero quando canto note alte mi si forma un buco sotto il pomo d'Adamo. Più vado su, più si si evidenzia questa cosa... cosa cacchio vuol dire? E' sbagliato, giusto, sbagliatissimo, è un dono di Dio, devo smettere di cantare, etc.? Se non sbaglio dovrebbe essere la cartilagine cricoidea che si inclina... Confused ?

Significa che tendi a elevare la laringe sugli acuti. Nel canto classico dipende dal tipo di tecnica utilizzata e nel canto moderno dallo stile. E' indice di scarsa copertura del suono: la cartilagine tiroide negli acuti non deve salire troppo, ma progressivamente inclinarsi.

Un caro saluto.

La ringrazio molto per la risposta, ma non mi è ancora chiara una cosa.
La cartilagine tiroidea è quella sopra al pomo d'Adamo giusto? Si inclina quando la si sente "sporgere in fuori" giusto? A me questo succede e, inoltre, tengo fermo il pomo d'Adamo, non lo faccio salire... è solo la parte sotto di esso che sento rientrare.... non ne sono mai venuto fuori da questa cosa....

Mi capita anche quando canto in falsetto, falsettone, etc... cioè, qualsiasi tipo di voce io faccia, se sono note alte, mi capita questa cosa.... sempre...

La cartilagine tiroidea è il pomo d'adamo. Per quanto concerne il falsetto, si tratta di un registro in cui le corde vocali risultano molto tese ed allungate. Esistono due modalità per ottenere questo: la più diffusa e tendenzialmente scorretta, ma diffusamente utilizzata o per questioni di carenza tecnica, oppure in altri casi per l'effetto di velatura che la contraddistiongue, consiste nell'elevare la cartilagine tiroide. Il questa condizione il piano glottico si inclina anteriormente verso l'alto, ma si ha collateralmente un deficit dell'adduzione cordale. Le corde si aprono posteriormente, si ha una fuaga aerea e il crollo della pressione cottoglottica si associa a fine precoce del fiuato, nonchè rende udibili eventuali sporcature della voce da lesioni organichje o, più frequentemente da edema cordale.
Nal caso del falsettista si ha una seconda modalità di produzione del falsetto, che si realizza tramite inclinazione verso il basso della cartilagine tiroide. Il piano delle corde vocali si inclina anteriormente verso il basso, le corde si allungano e non perdono forza adduttoria. In questo caso il falsetto risulta più squillante, puro, ma pur sempre un falsetto, ossia una voce povera di armoniche, rispetto alla cosiddetta voce piena. Quello che fanno i sopranisti e i contraltisti è rinforzare le armoniche del suono ampliando la cavità di risonanza.

Un caro saluto.

Ok, la situazione ora mi è un po' più chiara.
Grazie infinite per la disponibilità, alla prossima.

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