Alessandro Ravi: Sciopero della fame

Non sono per nulla d'accordo, mi spiace, ma da artista (bravo o schifoso che sia) non potrei mai definirmi un vero artista pretendendo di essere riconosciuto.

Il vero artista è al di sopra di tutte le mode, i riconoscimenti, i premi, e chi più ne ha più ne metta. Chiunque senta l'esigenza del riconoscimento mescola l'ego all'arte, ma questi due aspetti della vita non hanno nulla in comune.

Se devo dirti la verità vengo riconosciuto molto di più come cameriere che come artista, ma a me non me ne può fregar di meno, la mia vita rimane solo la musica e continuerò a scrivere brani ed a cantare, perchè questa vita è quella che ho sempre desiderato di avere. Tutto il resto mi serve solo per necessità.

Ciao Mark

Non devi dispiacerti, potrei anch'io pensarla come te. Wink

Arte: facile a pronunciarla ma per me, impossibile definirla e valutarla in toto, dando un peso, una valutazione oggettiva.

Ciò che vorrei dire: io non mi reputo un'artista (confrontandomi con chi ho potuto conoscere ed attribuirgli questo aggettivo) ma mi piace sentire la "bella musica". Se la "bella musica" è quella che viene fatta da "bravi musicisti" mi fa pensare se gli "addetti ai lavori" siano competenti a valutare un'artista piuttosto di un'altro, o se sono altre le componenti che vengono valutate? Non pensi che debba essere la propria storia musicale, sia educativa che interpretativa ad avere una primaria importanza?

Giustissimo anche per me il tuo discorso sul proprio ed intimo percorso musicale/compositivo/interpretativo; ma chi vuole farlo come primaria e unica fonte economica, come viene tutelato?

Il mio post è stato per mettere in evidenza ciò che una persona sta tentando di dire, aldilà di un mio personale coinvolgimento o presa di posizione in favore o meno.

Ti ringrazio di aver voluto indicare il tuo pensiero: mi è servito leggerlo.
Se mi permetti vorrei comunque dirti che sei una persona molto sensibile.

ciao, provo a dire la mia.

ho letto la pagina fb di Ravi. non entro nel merito dello sciopero della fame, è stata una sua scelta. certo è che mi pare una cosa molto triste! se sapessi che per musicisti, ricercatori, pittori etc, ci sono spazi, modi, soldi, investimenti etc mi parebbe una inziativa del tutto sui generis. invece, per quanto drammatica ed estrema, è una cosa che quasi capisco! e la vera tragedia sta qui: nel fatto che studi anni e anni per ritrovarti magari a 40 anni con mille euro al mese di borsa di studio come ricercatore o dottorando. non puoi accedere a un mutuo, non puoi farti una famiglia perché una famiglia non si campa coi fichi secchi, ma spesso non puoi neanche permetterti di andare via da casa dei genitori.

un paio di mesi fa c'è stato il suicidio di un universitario. ora lo sciopero della fame di un altra persona...
ma a parte i gesti estremi c'è la scontentezza e la sfiducia di migliaia di giovani che hanno scelto di studiare, di investire magari su una passione - e non solo per i musicisti, sono convinta che tanti ricercatori medici o biologi ad esempio siano animati da reale passione per quello che fanno! e non abbiano scelto la facoltà solo in base alle aspettative lavorative come spesso oggi si tende a fare (non fare lettere che tanto non insegnerai mai!dicevano quando sono uscita dal liceo).

sono profondamente indignata dai tagli e dalla scarsissima considerazione che la musica, la ricerca scientifico universitaria e l'arte patiscono in questo paese (volutamente scritto con la minuscola). mi indigno - e mi vergogno di essere italiana. perché chi fa musica, chi si sbatte una vita per fare ricerca, chi si occupa di arti visive è considerato una merdina o poco più: se l'importante è in primis la formazione dei futuri "artisti" allora si dovrebbe investire come si deve su di essa, fornendo loro tutti i mezzi per essere davvero competitivi, ragionando sulla qualità dell'insegnamento e non sulla quantità di cattedre da aprire per avere più fondi; se la ricerca è presa in considerazione come un valore e un merito per una Nazione, verrebbero trovati non solo i fondi ma anche le sponsorizzazioni come accade all'estero. ma tutto questo in italia non esiste.

io non mi reputo un'artista, ma una semplice "artigiana" che da 15 anni, bene o male, studia musica. se sarò un'artista dipende dal se riuscirò o no a fare Arte e non dalla mia bravura nell'affilare note l'una dopo l'altra. e la cosa che mi fa tristezza è che in un paese come il nostro, culla dell'arte a tutto tondo (per non parlare del canto) non ci siano prospettive di futuro. uno dirà, vabè fai la valigia e te ne vai. certo. ma non era ciò che volevo! e comunque la tristezza permarrà proprio perché il nostro paese è stato quello che è stato. la cosa curiosa è che abbiamo una industria del turismo fiorentissima, esportata da tutti i ministri dei beni culturali... però a chi di 'beni' potrebbe produrne ancora - magari anche immateriali come la musica - questi ministri non pensano e così finisce che l'italia è un museo di ciò che fu.
è un po' che ci penso: chi ha un passato glorioso si adagia sugli allori; chi non ha passato ha voglia di costruirsene uno.

Reputandosi artista Mark Ferry afferma che non potrbbe mai definirsi un vero artista pretendendo di essere riconosciuto, e spiega che il vero artista dev'essere al di sopra di tutte le mode, i riconoscimenti, i premi, ecc. Afferma altresì che chiunque senta l'esigenza del riconoscimento mescola l'ego all'arte, aspetti della vita che non hanno nulla in comune.
Io invece affermo che non è così. Essere è la forma d'arte più alta, e che anche quando non si lavora (come cameriere o altro), quando non si realizza materialmente un'opera, comunque si lavora sempre, soprattutto se si è artisti. E questa è la cosa difficile per un artista: si viene forse pagati per il tempo in cui semplicemente si vive e si attingono idee per nuove opere? A differenza del tempo che si trascorre effettivamente in studio con l'incarico di realizzare un nuovo brano musicale, come si finanzia quel tempo necessario per trovare nuove ispirazioni?
Io ho ascoltato la musica di Ravi e la trovo ottima. Ma il punto non è questo. Il digiuno di Ravi è, per quello che ne ho capito, l'unico modo di denunciare il fatto che questo mondo è alla rovescia. Che il digiuno l'abbia fatto un artista o un non artista questo poco conta. L'essenziale che qualcuno si opponga a questo malato stato di cose.
Personalmente dal 1999 affermo nel web ciò che a Gennaio del prossimo anno (2011) sarà svelato sulle banche
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/11/30/visualizza_new.html_1675422475.html
Oggi la gente incomincia a svegliarsi anche grazie ai miei contributi. Non mi interessa che essi siano riconosciuti. Parlano i fatti, dato che oggi è molto facile per chi è attento allo spirito del tempo prevedere a proposito del "signor Wikileanks":
http://www.myspace.com/video/menphis75revolutions/signoraggio-informazioni-consigli-e-news-wikileaks-sulle-ban/107134083
Però l'azione di Alessandro Ravi è sacrosanta e nobile in quanto azione dei nuovi tempi. O lo si capisce oppure non lo si capisce. Delle due l'una: o si è per il superamento dei problemi o si è per il mantenimento degli stessi.
Risolvere il problema non può avere che un nome "RDB", cioè Reddito Di Base.
http://www.nereovilla.it/RdB-04.htm
Ciò non solo è possibile (07, 08, 09, 10) ma è condizione necessaria all'evoluzione umana (il lavoro sarà sempre più svolto dalle macchine: questa non è una ragione per far morire di fame gli esseri umani che non sono macchine).
Quanto all'ego connesso all'arte, devo dire che tutta l'arte del mondo è espressione dell'ego, che preferisco chiamare egoità in quanto questo termine non ha in sé alcuna componente di moralismo, come invece la chiesa dei cattolici nati cattolici e mai diventati cristiani ci ha abituato ad appiopparvi. In verità l'ego non è altro che la possibilità dell'io, il cui involucro è il Cristo.

Ricordo che le religioni non sono argomento consentito sul forum.

Per me gli scioperi della fame sono azioni completamente ridicole.
Sii tu il cambiamento che vuoi per il mondo. Altrimenti adeguati.

Io ho deciso di fare l'informatico anche se la mia passione più grande è la musica perchè so che da musicista morirei di fame e di stenti.
Chi decide di fare il musicista lo sa in anticipo, se non lo sa è un illuso.
Si conosce che mondo è la musica, interessi, raccomandazioni ecc ecc ecc
Se si pensa di diventare straricchi solo perchè si è bravissimi, ripeto, si è dei poveri illusi.

Un mio maestro di pianoforte che ho avuto ha fatto diverse tourneè da tastierista con personaggi famosissimo della scena italiana ed internazionale... un giorno entra e mi dice "ho comprato la macchina nuova".
E io, figo penso! Questo qui avrà un sacco di soldi (quanto ero ingenuo eh?), sicuramente sarà un audi, o una bmw... magari una mercedes, o perchè no, una porsche boxster? "cosa hai preso di bello?" "una fiat bravo... di seconda mano..." "......."

@seethorne ha scritto in Alessandro Ravi: Sciopero della fame:

Io ho deciso di fare l'informatico anche se la mia passione più grande è la musica perchè so che da musicista morirei di fame e di stenti.

In questa frase, ahinoi tristemente esatta, è racchiuso tutto il male del nostro paese, dei nostri tempi...

@alexkennedy ha scritto in Alessandro Ravi: Sciopero della fame:

@seethorne ha scritto in Alessandro Ravi: Sciopero della fame:

Io ho deciso di fare l'informatico anche se la mia passione più grande è la musica perchè so che da musicista morirei di fame e di stenti.

In questa frase, ahinoi tristemente esatta, è racchiuso tutto il male del nostro paese, dei nostri tempi...

Già.
Ma anche all'estero la situazione non è rosea. Forse esiste qualche oasi felice, ma in generale...

@seethorne ha scritto in Alessandro Ravi: Sciopero della fame:

@alexkennedy ha scritto in Alessandro Ravi: Sciopero della fame:

@seethorne ha scritto in Alessandro Ravi: Sciopero della fame:

Io ho deciso di fare l'informatico anche se la mia passione più grande è la musica perchè so che da musicista morirei di fame e di stenti.

In questa frase, ahinoi tristemente esatta, è racchiuso tutto il male del nostro paese, dei nostri tempi...

Già.
Ma anche all'estero la situazione non è rosea. Forse esiste qualche oasi felice, ma in generale...

L'uno non esclude l'altro, del resto se non ti piacesse per niente fare l'informatico saresti depresso immagino.
L'arte da che ho memoria io e da ciò che so non è mai stata una facile fonte di reddito anche minimo. Vedasi molti pittori per esempio che tra un morso della fame e l'altro dipingevano quadri che ora valgono miliardi, se posso dire la musica è una di quelle forme d'arte più riconosciute e remunerate in assoluto.

Ad ogni modo credo che l'arte serva più a noi stessi, non credo cambino le cose potendola praticare come lavoro, ci diciamo "sarebbe bello", ma una volta raggiunto l'obiettivo si rimane con l'amaro in bocca scoprendo che alla fine non è cambiato niente, se non siamo sereni ora non lo saremo nemmeno quando raggiungeremo i primi posti in tutte le classifiche mondiali.

Personalmente sto cercando di lavorare molto sulla mia forma d'arte tralasciando gli eventi e le aspettative, per poterlo fare con la massima gioia e soprattutto per rimanere me stesso.

@markferry ha scritto in Alessandro Ravi: Sciopero della fame:

Personalmente sto cercando di lavorare molto sulla mia forma d'arte tralasciando gli eventi e le aspettative, per poterlo fare con la massima gioia e soprattutto per rimanere me stesso.

E questo è secondo me il modo più giusto di vedere la cosa.

@markferry ha scritto in Alessandro Ravi: Sciopero della fame:

Ad ogni modo credo che l'arte serva più a noi stessi, non credo cambino le cose potendola praticare come lavoro, ci diciamo "sarebbe bello", ma una volta raggiunto l'obiettivo si rimane con l'amaro in bocca scoprendo che alla fine non è cambiato niente, se non siamo sereni ora non lo saremo nemmeno quando raggiungeremo i primi posti in tutte le classifiche mondiali.

Mark, queste parole sono così vere che splendono come l'oro...
Potrei rileggerle all'infinito senza cambiarne una virgola.

@markferry Affermi che "da artista (bravo o schifoso che sia) non potrei mai definirmi un vero artista pretendendo di essere riconosciuto". Ti reputi o no un artista? Se sì, condividi le tue opere con noi perchè, vedi, un "vero artista" realizza le sue opere non per esibizionisno egoico, ma per comunicare bellezza, intensità e poesia: le tue dove sono? O non sei così sicuro di te? Il "vero artista" ha il coraggio di esporsi al pubblico ludibrio, ma tu evidentemente non hai ancora deciso chi sei o non reputi le tue eventuali opere all'altezza... Intanto qui trovi le opere di Alessandro Ravi https://alessandroravi.wixsite.com/alessandroravi (che evidentemente non ti sei nemmeno degnato di andare a vedere), il quale non manca certo di riconoscimenti ed apprezzamenti riguardo il suo lavoro. Infatti, con la tua risposta dimostri che o non hai letto o non hai compreso il messaggio riguardo le motivazioni e le finalità dell'azione messa in atto da Alessandro, messaggio in cui si legge chiaramente che il problema è il "diritto alla sopravvivenza" e non la fama o la ricchezza come tu sostieni. Probabilmente è invece ciò che cercheresti tu e, sapendo in cuor tuo di non poterci arrivare, preferisci trincerarti dietro mille scuse, come la volpe con l'uva...

@seethorne Avere la passione per qualcosa non è avere il talento e se hai il talento non puoi fare a meno di seguirlo e manifestarlo, pena soffrire molto o ammalarsi gravemente. Il gabbiano in quanto tale non può fare a meno di volare nell'aria, così come un delfino non può fare altro che nuotare nel mare... Non si "decide" di fare l'artista: lo si è per condizione innata e si segue questa vocazione, nonostante i sacrifici e le privazioni che questa via può comportare.
Ti suggerisco di leggere i testi di James Hillman e comprendere cosa è il "daimon", a meno che tu non abbia una mentalità adatta tutt'al più a situazioni che negano l'arte tipo "X Factor", per diventare ricco e famoso...

  • 14
    Post
  • 2798
    Visualizzazioni